9.3.11

Ricordanze - Come una tigre


Mentre guardavo fuori dal finestrino ancora non mi rendevo conto di quello che sarebbe successo dopo qualche ora, ma soprattutto delle conseguenze che avrebbe scatenato nella mia vita quella giornata così uggiosa.
Non avevo aspettative perché era la prima volta che affrontavo una gara di quella portata, una gara con me stessa, e non ero affatto sicura di quello che stavo per fare.
Ricordo che quando entrai in quella palestra tutto sembrava enorme, o forse ero io ad essere troppo piccola per poter vedere il mondo nella maniera più adatta.
Una marea di persone affollavano le gradinate e un esercito di bambini si stava preparando per quella che sarebbe stata un'interminabile giornata. Presi la mia borsa e mi recai nello spogliatoio.
Indossare il kimono è sempre stata una cosa che mi piaceva da morire fin dalla prima volta che lo misi. Allacciarlo con cura, sistemare le pieghe delle maniche e mettere la cintura nel modo giusto per poi stringere il nodo con forza. Tutte piccole operazioni che mi preparavano a quello che veniva dopo, una sorta di rituale come garanzia per un buon allenamento.
Un guerriero deve essere sempre in ordine, sempre sicuro di sé quando affronta un ostacolo.

Cominciai ad agitarmi quando mi mescolai alla folla di bambini e ragazzi che intasavano ogni angolo di quella palestra e facevo pure fatica a respirare visto il tanfo che proveniva da centinaia di piedi scalzi che continuavano a zampettare da tutte le parti.
Dopo il saluto venimmo divisi in categorie e in ordine di cintura ma nonostante avessi solo undici anni e fossi ancora un' insignificante cintura bianca riuscii a gareggiare solamente quattro ore dopo il mio arrivo. Un'attesa che mi parve infinita, tant'è che quando giunse il mio momento ero già stanca. Ero quasi arrivata a pensare che non ne valesse la pena, che stavo sprecando il mio tempo, finché non accadde qualcosa che mi fece cambiare rapidamente idea.

La mia prova consisteva in un unico e semplice kata, una riproduzione "a vuoto" di tecniche, una sorta di coreografia marziale. Il mio nemico era invisibile e io dovevo convincere i giudici che in realtà lo avevo ben presente davanti ai miei occhi e che con le mie mosse perfette e potenti lo avrei sbaragliato senza timore.
Chiamarono il mio nome e sentii subito le vene espandersi, il cuore batteva all'impazzata e avevo paura che qualcuno potesse notare il color pomodoro della mia faccia inondata di calore.
La situazione era abbastanza umiliante da un certo punto di vista. Tre persone sono li per giudicarti, per dirti quanto fai schifo di fronte a migliaia di genitori che ti guardano e sperano che tu possa sbagliare per far vincere il proprio figlioletto.

Mi misi al centro del tatami, mi inchinai per fare il saluto e istintivamente chiusi gli occhi.
Sentivo una confusione tremenda e temevo che non mi sarei mai concentrata con tutto quel rumore. Svuotai la mente, immaginai di essere sola e cercai di tirare fuori più energia possibile.
Nel preciso istante in cui mi sentii veramente pronta partii come un razzo. Le gambe e le braccia già sapevano qual era il loro compito e ad ogni passo le mie grida mi aiutavano nello sforzo e mi facevano sentire viva come mai mi era capitato prima di allora.
Le mie mani erano bollenti e percepivo lungo tutto il corpo una scarica elettrica che mi teneva in piedi nonostante fossi fisicamente ed emotivamente distrutta.

Eravamo in trenta nella mia categoria e dovetti aspettare che tutti gareggiassero. Solo otto sarebbero passati alla seconda fase della gara e il mio nome venne chiamato inaspettatamente. Ci fecero ripetere la prova e di nuovo sentii quella forza che spuntava da non so dove.
Chiedevo a me stessa come fosse possibile che il mio corpo così piccolo e apparentemente fragile potesse produrre una tale energia. Era come se dentro di me ci fosse una tigre sempre pronta ad attaccare la sua preda. 

Alla fine i giudici ci misero in fila e nominarono i vincitori di quella competizione.
"Al terzo posto si è classificata.. Giulia Giarola".
Bastarono queste poche parole per farmi uscire un vomito di calore che mi sciolse le vene del viso e le orecchie in un istante si incendiarono. Incredula feci un passo in avanti, mi girai un attimo verso il mio maestro per capire se stesse accadendo tutto per davvero e lui mi sorrise, non un semplice sorriso, ma uno di quelli che ti fanno capire che una persona è veramente fiera e orgogliosa di te. Stavo quasi per scoppiare a piangere di gioia e a stento riuscii a trattenermi.
Andai verso i giudici che mi strinsero le mani e chinai leggermente il capo per farmi indossare la medaglia di bronzo. Seguirono un'infinità di baci e abbracci e la felicità che provai in quel momento non è paragonabile a nulla, perché fu un evento che mi cambiò totalmente la vita e stravolse le mie convinzioni.

Da quel giorno capii che potevo avere tutto quello che volevo se mi fossi impegnata, capii quanto valore avesse quell'incredibile forza che avvertivo fin dentro la mia anima, capii di essere un guerriero, capii di essere una persona vincente. Quella fu la prima di una lunga serie di vittorie che non potrò mai dimenticare. Sono veramente fiera dei miei ricordi...


Dalle Ricordanze di Giulia



17 commenti:

Chica ha detto...

quanto è bello leggere "ricordi comuni"....e sei stata veramente brava a ripercorrere passo passo i momenti di una gara....
Sai...lo spogliatoio...pensavo succedesse solo a me, vecchia babbiona, invece pare di no...indossare il kimono...da lì inizia la gara, dice sempre il mio maestro...inizia da lì la concentrazione, è la stessa sensazione d'indossare l'armatura del guerriero, quello nobile, il samurai...è come calarsi in quello spirito...poi il contatto con l'esterno, il palazzetto, la gente, le lunghe attese...solo chi ha vissuto può capirti, lastanchezza dopo ore di attesa...e solo chi ha vissuto capisce (e non sa neanche lei spiegarsi) da dove arrivi quel guizzo di forza, che annulla la fatica e ti guida fieramente nel tuo combattimento contro l'invisibile nemico.....Shotokan...l'unione della tigre e lo scorpione è il simbolo di questa tecnica...l'ho fatto ricamare sulla mia cintura.....:D

Laura ha detto...

Bellissimo il tuo post Giulia, io ho provato le stesse cose tue..non ad una gara vera e propria ma alla mia tesi di laurea. Ad un certo punto quando il mio prof. mi ha sfidato mi sono detta Laura o adesso o mai più! Altro che tigre, Gladiatore nell'arena, sola contro tutti. Quando ho confutato la sua di teoria...beh, ho pensato...adesso puoi fare tutto.
Tieni per un attimo il mondo in pugno! Ripeto bel post!

ilcuorecomeilmare ha detto...

Ho vissuto da vicino mio figlio nello sport. Uno sport particolare, l'hockey su pista. Guardavo tutti i suoi gesti sin da quando si preparava il borsone a casa, fino all'ultimo prima di entrare in pista per una partita. Li iniziavano altri gesti, quasi dei riti. Indimenticabile vedere i suoi gesti quando vinse, in quel di Reggio Emilia, il primo titolo di campione d'italia primavera. Ancora più indimenticabile quando da atleta di categoria inferiore, gioca nella categoria juniores, in una finale a Valdagno, incidendo in modo determinante nella conquista di quel titolo di campione d'italia. Lui però mai si è voluto rivedere nei cd di registrazione perchè ha sempre risposto "ho tutto nella mente e nel cuore ogni attimo della partita e del pubblico, mi basta rivederli e viveri li"
Buona serata Giulia!!!

Ps- ha vinto sempre da protagonista 3 scudetti giovanili e 3 coppa italia giovanili, 2 coppa di lega di serie A2, 1 campionato di serie A2. Poi per motivi di lavoro ha lasciato.

Unknown ha detto...

@Chica: bè hai detto tutto tu carissima...! :D sono le stesse cose che proviamo entrambe!!! e sono tutti ricordi meravigliosi che voglio tenere bene impressi nella memoria... noi siamo guerriere e non smetteremo mai di esserlo.. ce l'abbiamo nel sangue!!!!

@Laura: grazie mille! :D non importa il contesto... la cosa che conta è provare queste emozioni qualunque sia la sfida.. e tu ti sei dimostrata all'altezza!!! lo stesso mi accade oggi quando ottengo un buon risultato dopo un esame per cui ho studiato tanto.. sento veramente di poter fare qualsiasi cosa! ;)

@Cosimo: che bei ricordi che mi scrivi Cosimo!!! Lo sport è in grado di regalarci molto.. si trasformano in vere e proprie filosofie che ci guidano nelle nostre scelte... :) e tuo figlio ha proprio ragione! io non ho nemmeno una foto ricordo di quel periodo in cui ho fatto gare... ma è tutto nel mio cuore!!!!!

web runner ha detto...

A prescindere dalle medaglie, sono grandi momenti quando superi i tuoi limiti e raggiungi certi obiettivi. E più ancora conta la lotta con te stesso per prepararti. Che siano gare, esami, tesi o quant'altro.
Bel post Giulia, un punto di partenza per future vittorie.

Unknown ha detto...

Ciao Stefano! è sempre un grande piacere vederti da queste parti! :D è vero.. la lotta con se stessi è quella più importante, bisogna vincere le paure e buttarsi! Grazie mille davvero... :) :)

Chiara ha detto...

Ciao Giulia, com'è bello questo post.
Chiaro segno di tutto quello che si dice sugli sport, cioè che insegnano tante cose. Le tecniche varie in primis e poi danno vere e proprie lezioni di vita.

Quando poi allo sport preso in sè per sè si aggiunge la passione, allora lì veramente ti insegna tanto.

Buona giornata!

Dani :) ha detto...

Mi hai fatto pensare ai momenti in cui scendevo in campo anch'io...
In quello da calcio...io non avevo un kimono ma un paio di scarpette che allacciavo e sistemavo con cura. La maglia nei pantaloni e un numero 2 stampato sulla schiena...numero che mi è rimasto nel cuore.
Noi scendavamo in campo sapendo che con tutte le probabilità avremmo perso. La nostra era una seconda squadra, eppure si scendeva in campo con la voglia di giocare e di far vedere il proprio valore.
Le ginocchia sempre sbucciate, i colpi nei reni, le scivolate dalle quali a volte facevi fatica a rialzarti, le pallonate sul naso...eppure una voglia immensa di continuare.
L' indescrivibile sensazione di salvare un goal.
Si perchè io non li facevo ma li salvavo....portar via la palla nel momento in cui l'attaccante sta tirando o rincorrere la palla che si sta insaccando a portiere già battuto...che soddisfazione! Anche se di goal ne prendavamo almeno 4-5 io altrettanti a partita ne salvavo..che bello! Che bei ricordi!
Sono momenti che riaffiorano sempre con un po' di malinconia perchè si allacciano sempre al fatale infortunio!
Eh va bè, si vede che doveva andare così...ma un pezzetto del mio cuore è rimasto a esagoni bianchi e neri! Grazie Giulia

Unknown ha detto...

@Chiara: ti ringrazio molto, sono felice che ti sia piaciuto quello che ho scritto... :D lo sport secondo me è fondamentale, qualcosa che ci appassiona e che ci fa vivere meglio la vita! buona giornata anche a te! :D

@Daniela: quanti bei ricordi Daniela!!!! capisco le tue sensazioni... riusciamo a trovare la felicità nelle piccole cose!! e questo è molto bello... anche a me questi ricordi fanno venire un po' di malinconia però va bene così... sono comunque contentissima di aver vissuta un'esperienza fantastica che mi ha segnato la vita e sono sicura che lo stesso vale per te! ;) grazie a te Daniela.... un bacione!

Ser Vlad ha detto...

Che splendido pezzo, davvero! Mi sono venuti i brividi ripensando a quel giorno, e al mio giorno. Sensazioni così simili. Hai davvero un dono, quello della scrittura! Sei in grado di descrivere certe sensazioni così accuratamente che mi ci posso vedere riflesso come uno specchio... ;)

Unknown ha detto...

Amore mi fai arrossire se mi scrivi queste cose!! :) grazie infinite... lo sai quanto conta per me quello che pensi e sono felice che ti sia piaciuto questo pezzo!!! abbiamo provato le stesse emozioni in passato.. la prima gara non si scorda mai vero?? e non dimentichiamoci nemmeno che il karate ci ha fatti incontrare... quanti bellissimi ricordi! :) grazie grazie grazie...

Zio Scriba ha detto...

Fai bene a essere fiera, simpatica tigrotta...e io sono contento d'esser riuscito a emergere da questo incasinato giorno per leggerti, e salutarti.
Bellissimo il tuo racconto, il modo di far emergere le emozioni, bellissimi i pensieri finali. Non so se ho mai citato qui da te l'autocitazione dal mio romanzo non pubblicato che faccio in quello pubblicato: "Se uno vale deve farsi valere, se no tanto valeva non valere niente!"
In ogni caso, te la dedico.
Ciao!

Unknown ha detto...

Ciao Nick!! è sempre un onore per me ricevere un tuo commento.. specie se così bello! :) sei riuscito ad emozionarmi pensa un po'!!!! Grazie infinite.... effettivamente quella citazione non me l'avevi mai scritta e sono troppo felice che me la dedichi!!!!!!!! sei geniale! grazie ancora per aver trovato il tempo di passare... :) Buona notte amico mio!!!!

Unknown ha detto...

deve essere stato un momento emozionante e nello stesso tempo una lezione di vita perché hai imparato che tutto è alla nostra portata, con l'impegno e la dedizione. Brava tigre, lotta per i tuoi nuovi obiettivi!

Unknown ha detto...

Ciao Turista! :) si devo dire che è stato davvero un momento magico e difficile allo stesso tempo.. ho imparato moltissimo! grazie mille carissima!!! :D

Cristina Deboni ha detto...

Una bella descrizione di un momento speciale della vita in cui la tensione ti aiuta invece di bloccarti.
Sei proprio brava! Ciao Cri : )

Unknown ha detto...

Ciao Cri!!! :) grazie per la tua visita e il tuo bellissimo commento! :D mi fa proprio piacere! ;)

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