Lo stomaco sottosopra, le unghie ormai sparite e le mani gelide avvolte nel sudore.
Mi guardai freneticamente a destra e a sinistra cercando di cogliere cenni di tranquillità e di controllo. "Se lo fanno tutte queste persone puoi farlo anche tu" continuai a ripetermi.
La mia mano sinistra strinse la mano destra di Mirko, o meglio, la stritolò. Erano due mesi che in qualunque modo tentava di tranquillizzarmi, invano.
Mi trovavo nel punto di non ritorno, da lì non potevo più scappare. Era giunto il momento di affrontare la mia più grande paura. Prima però torniamo indietro di qualche mese.
Era una bellissima serata di fine settembre, quando il caldo concede gentilmente le ultime gocce di calore per poi sparire e lasciar posto al gelo. Mirko mi disse che aveva una sorpresa per me, il regalo del mio compleanno in anticipo. Per i miei vent'anni egli mi donò due biglietti aerei: una settimana di vacanza a Londra, e questo aveva un significato molto particolare perché lui sapeva quanta ansia mi mettesse il fatto di non aver mai preso l'aereo. Egli perciò mi diede la possibilità di affrontare e sconfiggere la mia paura.
Un'occasione che non avrei perso per nulla al mondo.
Credo che quella sia una serata che mai potrò scordare in vita mia, un ricordo indelebile, perché provai una felicità assurda, il cuore mi stava esplodendo nel petto e la notte non riuscii a dormire visto che continuai a sorridere per ore come una scema. Ironico vero? Avevo avuto una paura fottuta per anni eppure in quel momento non me ne fregò più niente. Molte persone sarebbero state terrorizzate al posto mio, io no. Ero solo felice di poter fare quella cosa perché avevo qualcuno che mi sarebbe stato vicino.
Mi ricordo che ci abbracciammo forte, ricordo che le mie lacrime scaldarono il mio viso e i suoi baci erano dolci e rassicuranti come a volermi dire "non ti preoccupare, io resterò al tuo fianco, non aver paura".
Avevo avuto poco più di due mesi per prepararmi al grande evento. Il primo giorno dell'anno la partenza era fissata per il pomeriggio e cominciai a sentire l'agitazione appena sveglia dopo una notte di baldoria con gli amici. Avevamo paura che ci fossero dei problemi in aeroporto visto che c'era un metro di neve sulle strade.
Fortunatamente quando arrivammo al Catullo tutto era normale. Potevamo partire.
La mia memoria ricorda perfettamente quello che successe dopo aver fatto il check-in. Eravamo seduti vicini aspettando che chiamassero il nostro volo e ogni volta che l'altoparlante annunciava una partenza scattavo in piedi come una marmotta. Prima o poi avrei fatto un infarto se non mi fossi calmata. Perché avere paura? Non lo so, non sono mai riuscita a spiegarmelo del tutto, forse mi spaventava il fatto di non avere il controllo della situazione nel momento in cui sarei stata a diecimila metri d'altezza. O forse l'ansia verso qualcosa di completamente sconosciuto e il terrore che non mi sarebbe piaciuto.
Fatto sta che nel giro di poco chiamarono il nostro volo, Mirko non lasciò mai la mia mano e salimmo insieme sulla navetta che ci portò davanti all'aereo. Era piccolo. Decisamente piccolo. Quasi più piccolo dell'autobus che tutte le mattine mi portava a scuola.
Quando salii le scalette ed entrai dissi a me stessa "tu non soffri di claustrofobia, forza e coraggio". I nostri posti erano praticamente quelli più in fondo di tutti. Mi misi accanto al finestrino perché subito mi sembrò una buona idea ma appena mi sedetti me ne pentii, perché si stava stretti e sentivo le pareti dell'aereo che mi schiacciavano. Possibile che quella scatola di sardine ci avrebbe portato in cielo a migliaia di chilometri dalla Terra? Stavo sudando freddo, se non avessi avuto Mirko al mio fianco sarei sicuramente scappata.
Passarono alcuni minuti e la paura non diminuì. Arrivarono persino degli addetti ai lavori per sghiacciare le ali, il che mi mise ancora più ansia. Ad un certo punto l'aereo si mosse: il fatto di muoversi rese più reale la situazione e questo non so come mi calmò. Mi stavo quasi divertendo, mi girai verso Mirko e sorrisi. Subito dopo però non ero più così felice.
L'aereo cominciò la sua corsa e prese una velocità impensabile, una sensazione che mai avevo provato né immaginato prima. Per la paura chiusi gli occhi in attesa che tutto finisse appena possibile e poi ecco che spiccammo il volo. Credo di avere ancora oggi lo stomaco al posto dell'intestino ma non importa perché fu favolosamente magico.
"Apri gli occhi sciocca!" mi disse Mirko. Io lentamente li aprii. Pazzesco, nel giro di pochi secondi eravamo in mezzo alle nuvole e l'aereo ci mise pochissimo a stabilizzarsi.
Era la cosa più incredibile che avessi mai provato in vita mia. Dall'oblò riuscii a vedere la cima di tutte le montagne che stavano sotto di noi e le nuvole sembravano panna montata.
Il cielo non era mai stato così bello, ed era sicuramente lo spettacolo più splendido che avessi mai avuto occasione di vedere con i miei occhi. In quel momento mi resi conto di quanto può fare l'uomo, dell'intelligenza che ha spinto certi uomini a creare una macchina così perfetta, così stupefacente da poter portare un essere umano in cielo.
La sensazione che provai a stare in aria era davvero meravigliosa, al punto che non mi ricordai più perché prima avessi avuto tanta paura.
"Voglio girare il mondo insieme a te" dissi a Mirko mentre sorvolavamo chissà quale luogo. Lui mi sorrise dolcemente e poi si addormentò dalla stanchezza.
Mi girai verso il finestrino e non riuscii più a staccare gli occhi dall'orizzonte.
Dalle Ricordanze di Giulia




14 commenti:
Stessa sensazione l'ho provata anch'io l' estate scorsa per andare in Croazia...
Se non ho baciato terra quando sono arrivata è solo perchè ero talmente rigida che piegarsi sarebbe stato impossibile...
Non è assolutamente il mio mezzo di trasporto preferito...
Classificato solo perchè da lassù vedi le nuvole dall'alto altrimenti non lo classificherei neanche...troppa nausea...
Io sono una a cui vengono i giramenti solo a mettermi in piedi su una sedia...
Fa conto te sopra quante sedie devi salire per essere come su un aereo....
Mi ero detto mai più eppure quest'anno si replica per andare in Spagna...ho già l'ansia!
Anche io avevo tanto paura che sarei stata male perché come te sono una che soffre con niente.. e invece non è stato affatto così! stavo benissimo.. forse mai stata meglio in vita mia! anche quando c'era un po' di turbolenza sono stata bene e non sono andata in panico.. :) l'unica cosa mi girava la testa nel momento in cui l'aereo si è staccato da terra.. :P
anche io ho paura dell'aereo e anche io l'ho preso la prima volta per andare a londra...e mi pare di capire che non sono l'unica ad adorare quella città :D
(veramente io adoro tutta l'inghilterra).
io però sono una catastrofista, prima di partire mi viene in mente un elenco di cose tremende che potrebbero succedere...la cosa bella è che poi, quando passo all'atto pratico, cioè appena arrivo in aeroporto, passa tutto!
Esattamente sul finire di agosto del 2008 ero in Toscana, in una casa vacanza per persone diversamente abili. La direttrice che programmava le escursioni settimanali, al mio arrivo, mi anticipò che nella gita del venerdì pomeriggio, quella "del volo", io sarei stato uno dei due volontari accompagnatori. Mi chiesi cosa volesse dire "del volo", visto che c'era gente diversamente abile, persino in carozzina. Poi lo chiesi a lei e rispose "dovrai aiutare a farli salire sull'aereo perchè li portiamo a volare sugli aeroplanini biposto". "E pure tu potrai volare". Avevo volato già un paio di volte passando da un treecento posti ad un trenta posti. Insomma come dire da una nave da crociera ad una barchetta. Oltretutto quello da trenta posti aveva i sedili della mitica citroen 2cv. Auto che ho posseduto a metà degli anni 70. In entrambi i voli mai, dico mai ho volto lo sguardo dai finestrini, se lo avessi fatto sarei stato male. Invece quel pomeriggio ho volato ad occhi aperti con lo sportellino vetrato radente il viso e con lo sguardo meravigliato davanti ad uno spettacolo simile. Mentre ero in volo, io e il pilota, ho rivisto gli sguardi dei mei amici diversamente abili, quando li aiutavamo a scendere dall'aereo, ed ho capito che anche in situazioni di salute così compromessa, la bellezza per la vita era tutta intatta.
Buon volo!
Si anche io AMO Londra in tutto e per tutto! E mi piacerebbe moltissimo poter visitare un po' tutta l'Inghilterra soprattutto la Scozia.
Non sono molto catastrofista anzi.. non mai nemmeno pensato al fatto che potesse cadere l'aereo anche se ovviamente qualche piccolo dubbio si insinua sempre nella testolina.. però hai ragione.. quando arrivi in aeroporto e poi sali sull'aereo tutto passa! ;)
@Cosimo: grazie per questo tuo bel commento!!! :D mi piace sempre leggere le esperienze altrui... :) e il tuo è davvero un bell'esempio.. una esperienza che sono certa è rimasta nel tuo cuore! ;) e sono anche sicura che la prossima volta che viaggerai con una aereo più grosso avrai il coraggio di guardare fuori dal finestrino.. :P io invece sono curiosa di superare un viaggio transoceanico!!! :D
Come amo queste tue ricor-DANZE, cioè balletti della memoria e della bella scrittura...
Penso che il modo di gran lunga migliore per affrontare qualcosa che ci fa paura sia poterci stringere forte alla persona che amiamo: in fondo, per chi ama davvero, non è comunque meglio (se proprio andasse male) morire insieme, che vivere separati?
E ora sdrammatizziamo con un trancio del mio racconto demenziale "Il twist nel momento più inadatto", della famosa saga di Sorensen Puddu:
"In quella fui travolto da un'ondata di jet lag, e capii che la presa sulla realtà cominciava a scivolarmi dalle mani. Poi mi sovvenne che non avevo mai volato in vita mia (non è che ho paura, la mia si chiama Sindrome di Bergkamp Patacrash, in pratica appena zompa nella mia visuale un qualcosa che somigli anche lontanamente a un check-in mi cago addos**): donc era senz'altro il caso d'inventarmi una scusa migliore, circa la mia non prensilità sul reale. Forse dormivo poco. Forse perdevo sangue."
(p.s. il protagonista si era appena distrattamente potato un capezzolo nel farsi la barba..) :D
Ciao!
ahahaha Nick mi fai morire dal ridere!!! XD bellissimo il tuo pezzo!! devo andare a leggermelo per intero nel tuo blog perché è troppo figo!!! XD cmq grazie mille per i complimenti e mi piace un sacco l'interpretazione che hai dato delle mie ricorDanze! :P ci avevo pensato pure io quando avevo scelto quel nome!! :D mi hai letto nel pensiero... ;) sono d'accordo.. quando siamo accanto alle persone che amiamo potremmo fare qualsiasi cosa!!! :D ciao niiiiiiick!!!!!
Bello il tuo pezzo...io ho avuto una paura tremenda una volta sola...2004 al ritorno da MIami. Una turbolenza che fece aprire anche le cappelliere... abbiamo pregato quasi tutti....lassù.
In quell'unico volo che ho descritto non ci sono state turbolenze grosse.. solo qualche vuoto d'aria normalissimo diciamo... la mia preoccupazione in caso un giorno in aereo incontrassi una brutta turbolenza come quella che mi hai detto tu Laura, è quella di stare male nel senso fisico del termine!! XD vorrei proprio evitare di vomitare davanti ad una folla di estranei!! ahahah :P vedremo... quando proverò un volo transoceanico di parecchie ore ti dirò come sarà.. ;)
Londra è unica, ci tornerei anche adesso!
La prima volta che ho preso l'aereo avevo 15 anni e tra l'altro ero sola. Stavo andando a trovare mia sorella a Bologna. Avevo un po' paura a dir la verità. Poi tra l'altro mi avevano dato il posto finestrino, il più brutto secondo me...
Però è andata bene! E sull'aereo ci sono tornate anche altre volte!
Io non so se ce l'avrei fatta da sola! ahaha :P prendere l'aereo è senza dubbio un'esperienza incredibile.. :) si è vero il posto accanto al finestrino è strano... è bello perché puoi guardare fuori ma ti senti un po' schiacciato! XD a presto Chiara! :P
Mi pare ieri! ;) Ricordo ogni singolo momento così bene...
Specialmente il tuo "WOW! CHe figata! Lo facciamo ancora?!?!?!" dopo il decollo.. Lì ti avrei ucciso..e lì ho capito che avrei amato te e ogni decollo insieme per il resto della mia vita. ;)
ahahah ma quanto ti ho scassato i maroni quella volta???? e tu mi sei stato vicino ogni singolo istante... grazie di cuore amore mio... non poteva non piacermi volare con te al mio fianco... :)
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.