7.2.11

Reagire, vivere!


Ho talmente voglia di scrivere che se non lo facessi potrei esplodere in mille pezzi.
I miei pensieri sono affollati e contorti come un cumulo di macerie e sento che se non riuscissi a far chiarezza dentro di me impazzirei.
Sto attraversando un periodo della mia vita molto particolare, diciamo un momento di transizione, e ieri sera durante una discussione mi sono resa conto che è arrivato il momento di affrontarlo come si deve. Il problema non è il problema in sè, ma il modo in cui lo sto fronteggiando. E' sbagliata la maniera in cui io mi pongo di fronte a questa situazione, perché mi capitano involontariamente delle vere e proprie crisi nelle quali non riesco a controllare le mie emozioni e questo non va affatto bene.

Ho 22 anni e comincio a sentire l'esigenza di creare uno spazio mio. I muri della mia casa mi stanno stretti perché non la sento veramente mia: sono come un ospite costretto a rimanere in un posto dal quale vorrebbe andarsene ma che per cortesia verso i padroni di casa non lo fa. Intrappolata qui, in questo limbo, quando invece avrei l'enorme desiderio di spiccare il volo. Il problema però è anche il fatto che non ho mai associato il concetto di casa a qualcosa di completamente  felice e spensierato. Per me "casa" è spesso un luogo di ansia e di tensione, allietato soltanto da sporadici momenti di gioia che mi permettono di non fuggire urlando. Capiamoci, ogni famiglia ha i suoi problemi e questo è innegabile. Diciamo solo che se me ne andassi tutto andrebbe meglio. Ho bisogno della mia indipendenza, di cominciare a vivere una vita che sia veramente quella che desidero costruire per me stessa.

Credo che sia una fase che capita a tutti di dover affrontare. L'uccellino vorrebbe lasciare il nido e sarebbe anche in grado di volare, eppure non è ancora arrivato il momento di spiccare il volo. Primo perché non ha un'altra dimora nella quale rifugiarsi ma soprattutto perché non ha i soldini per potersi permettere un nido tutto suo. Quindi finché non potrà essere più indipendente dovrà tenere a bada le ali e sottostare alle regole di mamma e papà. La soluzione perciò è quella di cercare di vivere al meglio questa situazione e non farsi prendere dal panico. Ho capito che per affrontare questo periodo ho bisogno di uno sfogo che mi permetta di uscire di casa. E' vero che l'università mi tiene molto impegnata, ma la maggior parte del tempo lo passo in camera a studiare e sento la necessità di sfogare la tensione e sciogliere i nervi ogni tanto.

Poco tempo fa il mio sfogo aveva un nome, si chiamava Karate. Lo è stato per 8 anni della mia vita ed è una di quelle cose che faranno sempre parte del mio bagaglio di esperienze. Era in assoluto la mia più grande passione che purtroppo, per problemi personali e per lasciare più tempo allo studio, ho dovuto mollare. Non esiste un giorno in cui io non ci pensi. Quando ero nervosa mi bastava allenarmi e poi ero in pace con il mondo.
Ecco cosa mi serve. Ho bisogno di qualcosa che mi aiuti a sfogarmi, a vivere meglio. Anche la musica mi sta servendo parecchio, ma il mio problema richiede una soluzione di tipo più fisico. Non posso andare avanti così. Ieri sera ho avuto una crisi di pianto che ancora non mi so spiegare del tutto. Ero fuori casa e solo l'idea di dover tornare mi aveva fatto venire un'ansia terribile. Questo perché al momento non ho altro di concreto al di fuori dello studio che mi permetta di cambiare aria e di svagarmi un po'. Io non volevo ammettere a me stessa questa verità, la negavo di continuo ma il mio corpo si è ribellato attraverso il riflesso del pianto, perché non riusciva più a trattenere la tensione. Ho scavato a fondo nella mia testa e ho capito quello che devo fare: affrontare la situazione di petto e senza inutili paure.

Alle volte bisogna guardare in faccia la realtà e tirar fuori il coraggio per cercare la soluzione ai problemi, perché non si può restare solo a guardare e in attesa che le cose buone arrivino, bisogna viverla in prima persona la vita... noi siamo i protagonisti del mondo quotidiano, comportiamoci da tali.

Giulia


26 commenti:

Chica ha detto...

Torna al karatè, Giulia...il tempo lo troverai, ne sono certa, anche per me è faticoso a volte, mi alzo la mattina alle 6, dieci ore di lavoro , due ore da pendolare, la casa e tutto il resto...poi la sera alle 20 inizio ad allenarmi........io mi sono riavvicinata al karatè a 45 anni...e devo dire, che progressivamente, la Via, mi ha aiutata molto sia nelle mura domestiche che fuori....tu hai provato..tu lo sai quanto aiuto può dare e non solo come sfogo fisico (che non guasta).....sai bene quanto "coraggio" interiore e quanta consapevolezza sviluppa...sai bene che comprenderai ed accetterai con più serenità quelle scelte di indipendenza che ancora non puoi fare.......il karatè nonè solo allenamento, è uno stile di vita....vai a rileggerti i precetti del DojoKun....io sono sicura che potrà darti una mano grandissima....

Dani :) ha detto...

Quello che senti tu lo sento anch'io.
Non sento più la casa come luogo materno ma semplicemente un insieme di mattoni che mi da asilo.
Sia chiaro, non ho niente contro i miei, per carità, ma si arriva al punto in cui si sente il bisogno di spiccare il volo e soprattutto cercare i propri spazi.
Mai come ora sento sretta casa mia,
non c'è spazio per le mie cose, protestano se lascio i miei vestiti sulla sedia e se prima la cosa mi lasciava indifferente ora mi da fastidio perchè io un posto dove lasciare i vestiti che mi metterei anche il giorno dopo non ce l'ho!
E' normale credimi, la voglia di volare via ce l'hanno tutti, purtroppo però servono soldi e coraggio sia per affrontare una vita autonoma sia per lasciare i genitori senza sensi di colpa!

E' una cosa a cui penso sempre..

Unknown ha detto...

@Chica: lo so, non sai quante volte ho pensato di tornare perché per me non è uno sport.. è un'arte.. uno stile di vita!! pensa che addirittura io avevo fatto la mia tesina della maturità sulla filosofia che sta dietro le arti marziali... e uno dei miei libri preferiti è proprio "Karate Do" di Gichin Funakoshi che per me è come una bibbia!!! Capisco perfettamente quello che mi dici e i tuoi consigli sono fantastici davvero...
Cercherò di trovare una soluzione!!! grazie grazie grazie di cuore... tra "karateki" ci si capisce sempre al volo!!
Ti farò senza dubbio sapere cosa farò :)

@Daniela: ecco sai perfettamente cosa sto provando perché lo siamo provando insieme!!!! come dici tu quelle piccole cose a cui prima non facevi caso ora ti stanno sulle balle perché non c'è più una intimità privata...!! grazie del supporto :) sapere di condividere certe sensazioni è davvero d'aiuto per me :)

A. ha detto...

sto attraversando la stessa cosa!
la differenza è che la mia casa (quella dei miei) per me è sempre stata il posto più bello del mondo, ed ora che sento quest'esigenza di farmi una vita mia, faccio ancora più fatica ad affrontarla, perchè da una parte non vorrei mai andarmene e dall'altra non vedo l'ora.
poi io sono una che ci mette un sacco ad accettare i cambiamenti per cui immagina...

pesa ha detto...

Io ho definitivamente rinunciato a creare uno spazio mio, myspace ormai fa schifo :(

Unknown ha detto...

@Lumaca: capita anche a me questa sensazione di voler restare e voler andare contemporaneamente.. perché magari passi dei bei momenti e non vorresti mai cambiare... ma alla fine l'esigenza di creare uno spazio tuo vedrai che prenderà il sopravvento... non necessariamente il cambiamento è qualcosa di negativo anzi! ;)

@pesa: hai solo che ragione!! ahaha :P grazie per essere passata di qua :)

Emanuele Secco ha detto...

A chi lo dici...

E.

Unknown ha detto...

ecco ci siamo capiti Sekken! XD siamo messi bene...

Unknown ha detto...

io ho lasciato casa dei miei a 18 anni, per venire a Roma all'università. La mia voglia di "spiccare il volo" è stata quindi facilitata perché i miei non hanno avuto nulla da ridire sul mio trasferimento (anzi) e in più mi hanno dato una mano ad affrontare le spese. Ovviamente non ho potuto permettermi una casa, ma solo un posto letto (tra l'altro carissimo) e non è stata una passeggiata di salute la convivenza con delle perfette estranee! Però ho imparato tante cose, utili per "dopo". Sei in un'età in cui vorresti sperimentare ma un po' la paura e soprattutto i soldi diventano un bell'ostacolo. Riprendi karate (io facevo prepugilistica): ti servirà per sfogarti e per trovare un tuo equilibrio. E prima che te ne accorga, sarai nel tuo piccolo nido, tanto più amato quanto più faticosamente conquistato! Baci

Unknown ha detto...

Grazie grazie grazie!!! che bellissimo commento mi hai lasciato.. sono contenta perché le vostre esperienze mi aiutano moltissimo.. davvero!! :) sono convinta che prima o poi riuscirò a ritrovare un equilibrio giusto.. grazie ancora Turista!!!! :D

Zio Scriba ha detto...

Vado controcorrente, dicendo che per me il luogo, lo spazio che ci serve dev'essere soprattutto interiore, e lo si può benissimo trovare (a meno di insanabili e violenti conflitti) anche nella propria cameretta nella casa dei genitori. Certo, tutti sognamo di vivere in un nido che sia nostro, che sia il nostro regno in tutto e per tutto, che ci dia un'idea di libertà e indipendenza e, al tempo stesso, di calda e protettiva intimità, con chi vogliamo o con noi stessi. Ma quanti ne abbiamo visti che, per inseguire questo sogno, andavano a rinchiudersi in un nuovo e diverso loculo che poi avrebbero odiato anche di più, perché non sarebbe diventato altro che il dormitorio da cui uscire all'alba e rientrare esausti dopo il tramonto, per guadagnare i soldi necessari a pagare l'affitto o le rate del mutuo?
Insomma ok il desiderio di realizzarsi nella libertà, ma alla larga dal luogo comune di "non pesare economicamente" sui genitori e palle conformiste simili, perché se i genitori ci hanno sbattuti in questa giungla senza che noi gliel'abbiamo chiesto il MINIMO che possono fare (se ne hanno, ovviamente, la possibilità) è sostenerci finché ne abbiamo bisogno. Senza fretta di andare allo sbaraglio.
Per il resto, giusto cercare di evadere il più possibile , anche fisicamente, che sia con lo sport, le amicizie, la vita all'aperto e quant'altro. Ma non odiare la tua casa: spesso da giovani scambiamo per ribellione quello che non è altro che un luogo comune.
Spero di non aver detto troppe kazzate: è che oggi ho la febbre, e pure un po' altina... :D
Un abbraccio, amica mia!

Unknown ha detto...

Ciao Scriba!!! :) grazie per questo commento... adoro la tua sincerità! anche tu hai ragione... so che dovrei cercare di concentrarmi su me stessa... e trovare dentro di me uno spazio nel quale poter stare bene.. e già scrivere qui sul blog è di enorme sollievo! Diciamo che io ho un rapporto di amore/odio nei confronti della mia famiglia.. che poi non è nemmeno odio ma piccoli fastidi quotidiani diciamo... di sicuro non odio nel vero senso della parola i miei genitori ;) anzi! ho provato anche io quella fase di ribellione di cui parli... credo che ora mi sia proprio passata perché non voglio andare via per fare un torto ai miei genitori, ma lo desidero per me stessa! grazie di cuore per queste tue parole... aspetto sempre con molto piacere i tuoi consigli perché sei una persona di cui mi posso fidare! ;)

Zio Scriba ha detto...

Grazie, Giulia, ma non sopravvalutarmi: sono un bimbo alla deriva... :D

Unknown ha detto...

i bimbi sono le persone migliori secondo me... :)

Ninfa ha detto...

Ho letto con interesse il tuo post ritrovandoci quella voglia incontenibile di indipendenza, ma anche il timore di "fare il salto" che avevo anch'io alla tua età. Se avverti che i tempi non sono ancora maturi per lasciare "il nido", da quel che ho capito stai studiando, non forzare le cose, magari è il momento di creare con i genitori un rapporto più adulto o forse di cercare un nuovo interesse fuori, oltre allo studio, che ti coinvolga...Certo che io non sono la persona migliore per darti consigli: sono andata a vivere da sola in età più che adulta!

Unknown ha detto...

Ciao Ninfa! grazie per essere passata :) mi ha fatto molto piacere il tuo commento perché è sempre bello leggere e confrontarsi con le esperienze altrui :) si hai ragione, ho bisogno di un rapporto più adulto con i miei genitori e sicuramente dovrò trovare qualcosa che mi aiuti a svagarmi un po'! :) a presto!

Chiara ha detto...

Io studio a centinaia e centinaia di chilometri lontano da casa e per questo torno dai miei solo per le feste.
Ogni volta che devo partire sono stre-felice, non vedo l'ora di tornare, di rivedere tutti.

Poi torno, per i primi giorni sono felice, poi la mia voglia di stare lì si disperde sempre di più.
Ho bisogno dei miei piccolissimi spazi, delle mie abitudini.

E così torno nella mia città universitaria, nel minuscolo monolocale dove vivo.
E mi sento già meglio.

Unknown ha detto...

Ciao Chiara! probabilmente se fossi nella tua situazione mi comporterei esattamente così! anche io quando sono distante da casa per qualche motivo non vedo l'ora di tornare.. ma poi basta poco e già desidero andar via! :)

web runner ha detto...

Non posso che confermare quanto dice lo zio. Abbiamo bisogno di trovare noi stessi, e lo si può fare con identico spirito di ricerca nella casa dei nostri genitori come in un monolocale a centinaia di chilometri dal luogo dove siamo nati.
Sul karate ti dico: segui quello che dice chica-san!
Per il resto vale il tuo ultimo paragrafo: di che altro hai bisogno?! :D

Unknown ha detto...

Grazie per il tuo appoggio Stefano!!! tu e nick avete ragione sul fatto che devo ritrovare me stessa.. probabilmente mi sono persa da quando ho smesso karate e non credo sia una coincidenza... ;) devo solo organizzarmi un po' e capire quello che voglio veramente... tornare indietro è dura per mille motivi... ma forse ne basta uno solo per convincermi che è la cosa giusta se lo sento veramente nel mio cuore.. :) ahimé troppe cose vanno contro questa mia decisione... prima di tutto il fatto che non posso permettermi la quota per la palestra... ma prima o poi ce la farò dai non perdo le speranze!!! ;) magari mi trovo uno sfogo più economico al momento... :P quando arriverà la primavera metterò i miei Roller blade preferiti, musica nelle orecchie e via!!!!! :D grazie di tutto ragazzi...

Cinthia ha detto...

Io ti posso solo dire una cosa....

vai avanti, la strada la trovi poi quando arriverai non si sa...pensa che io non lo so ancora, e si che gli anni sono tanti!!

Ciao, Piccola...

Unknown ha detto...

Grazie Cinthia!!! grazie del consiglio... :) tutti i vostri consigli ragazzi sono nel mio cuore.. vedrò di farne buon uso!!! :)

Anonimo ha detto...

Ho vissuto un momento simile anche io ed è stato molto lacerante. Ho lasciato casa dei miei a 24 anni, ma per giungere a questo distacco... non è stato facile. Da una aprte sentivo il bisogno di loro, dall'altra avevo necessità di diventare adulta.
Ti sono vicina e ti abbraccio, comprendendo quello che stai passando.
Penso che la scrittura ti potrà aiutare molto

Unknown ha detto...

Grazie infinite Occhi di Notte... anche la tua esperienza mi è molto d'aiuto per superare questo momento di incertezze... grazie di cuore! si hai ragione.. la scrittura mi aiuta moltissimo!!! :)

Costantino ha detto...

Quando avevo 22 anni (quanti decenni sono passati!) avevo la stessa voglia di libertà,o meglio
indipendenza.
Quello che per te è il karate
era per me il ciclismo, e l'Università era la Statale di Milano.
Vivevo male la mia gioventù,ma ora,è ovvio e banale,la rimpiango.

Unknown ha detto...

Ciao Costantino! :) lo so... sono consapevole che un giorno rimpiangerò questi momenti... ma sai una cosa? secondo me ognuno di noi desidera sempre ciò che sa di non poter avere... ;) è anche questo il bello della vita...

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