
SVOLTA
Lo studio di Angela era spazioso e illuminato da due grandi finestre.
Lo splendido pianoforte a coda risaltava al centro della stanza mentre da un lato vi era l'impianto stereo con il microfono. Ariel si accomodò timidamente quasi non sapesse in che luogo strano e affascinante si trovasse.
Durante il primo mese di lezioni Ariel imparò a respirare distendendo il diaframma e contando i respiri grazie al metronomo. Era più rilassante di quanto avesse mai immaginato, e il tutto in pochi minuti dell'ora a disposizione.. il resto della lezione Ariel lo passava a rispondere alle domande di Angela. Per lo più parlavano di musica, del genere che lei preferiva, a quali canzoni si fosse dedicata.
Tra una domanda e l'altra Angela ci infilava pure qualche discorso personale, voleva stabilire una relazione di reciprocità.. Ariel doveva fidarsi di lei al punto di confidarle tutto ciò di cui aveva bisogno di parlare.
Quella ragazza capì subito che aveva di fronte non solo la sua insegnante, ma soprattutto una sua amica. Quando parlava assieme ad Angela, Ariel si sentiva sempre a suo agio, perché quella donna aveva la straordinaria capacità di ascoltare qualunque cosa lei avesse da dire. E non perché doveva farlo, ma perché voleva. Nel giro di poco tempo, Ariel si affezionò parecchio a quel luogo e a quel giorno della settimana in cui sapeva di dover passare il tempo con lei. Era come se ora avesse un nuovo obiettivo, una ragione per cui alzarsi al mattino.
Passato un mese, era giunto il momento di tirar fuori la voce. Il fatto di dover cantare davanti a qualcun altro è senza dubbio una prova piuttosto impegnativa, soprattutto se a farlo è una persona timida. Se non si è abituati al tipo di sensazione è come se si mostrasse la parte più sensibile dell'anima, quella che la maggioranza delle persone preferisce tenere per sé. Quando si canta ci si sente interiormente nudi.
Ariel era profondamente imbarazzata all'inizio.. finché cantava per conto suo niente le importava, ma ora c'era davanti a lei una persona che era li apposta per ascoltarla.
“Ariel respira lentamente, non sono qui per giudicarti anzi.. ti voglio aiutare... proviamo a fare qualche vocalizzo con il pianoforte.. così aggiustiamo un po' la voce che ne dici? Io farò delle note e tu mi seguirai cantandole con la vocale che preferisci.”
Ariel sentiva un nodo in gola, come se la voce fosse sparita.
Durante il primo mese di lezioni Ariel imparò a respirare distendendo il diaframma e contando i respiri grazie al metronomo. Era più rilassante di quanto avesse mai immaginato, e il tutto in pochi minuti dell'ora a disposizione.. il resto della lezione Ariel lo passava a rispondere alle domande di Angela. Per lo più parlavano di musica, del genere che lei preferiva, a quali canzoni si fosse dedicata.
Tra una domanda e l'altra Angela ci infilava pure qualche discorso personale, voleva stabilire una relazione di reciprocità.. Ariel doveva fidarsi di lei al punto di confidarle tutto ciò di cui aveva bisogno di parlare.
Quella ragazza capì subito che aveva di fronte non solo la sua insegnante, ma soprattutto una sua amica. Quando parlava assieme ad Angela, Ariel si sentiva sempre a suo agio, perché quella donna aveva la straordinaria capacità di ascoltare qualunque cosa lei avesse da dire. E non perché doveva farlo, ma perché voleva. Nel giro di poco tempo, Ariel si affezionò parecchio a quel luogo e a quel giorno della settimana in cui sapeva di dover passare il tempo con lei. Era come se ora avesse un nuovo obiettivo, una ragione per cui alzarsi al mattino.
Passato un mese, era giunto il momento di tirar fuori la voce. Il fatto di dover cantare davanti a qualcun altro è senza dubbio una prova piuttosto impegnativa, soprattutto se a farlo è una persona timida. Se non si è abituati al tipo di sensazione è come se si mostrasse la parte più sensibile dell'anima, quella che la maggioranza delle persone preferisce tenere per sé. Quando si canta ci si sente interiormente nudi.
Ariel era profondamente imbarazzata all'inizio.. finché cantava per conto suo niente le importava, ma ora c'era davanti a lei una persona che era li apposta per ascoltarla.
“Ariel respira lentamente, non sono qui per giudicarti anzi.. ti voglio aiutare... proviamo a fare qualche vocalizzo con il pianoforte.. così aggiustiamo un po' la voce che ne dici? Io farò delle note e tu mi seguirai cantandole con la vocale che preferisci.”
Ariel sentiva un nodo in gola, come se la voce fosse sparita.
Era sicura che non le sarebbe uscito un gemito e infatti alla prima prova fallì il tentativo. Ma non era li per arrendersi; la seconda volta andò meglio e pian piano ci prese la mano. Con la musica ci vuole pazienza e costanza.
Era una sensazione mai provata prima, la sua voce riusciva a seguire perfettamente le agili dita di Angela che si muovevano sulla tastiera.
Era una sensazione mai provata prima, la sua voce riusciva a seguire perfettamente le agili dita di Angela che si muovevano sulla tastiera.
Per la prima volta in vita sua Ariel provò un profondo orgoglio personale.
Si sentiva bene, in pace con sé stessa e soprattutto scoprì di amare quello che stava facendo. Aveva scoperto qualcosa che le piaceva veramente fare, aveva dentro di sé una passione che non era mai riuscita a coltivare e che ora, finalmente, era emersa.
Si sentiva bene, in pace con sé stessa e soprattutto scoprì di amare quello che stava facendo. Aveva scoperto qualcosa che le piaceva veramente fare, aveva dentro di sé una passione che non era mai riuscita a coltivare e che ora, finalmente, era emersa.
Altro che psicanalisi, le serviva solo una spinta che le facesse ricordare che si stava perdendo qualcosa di fondamentale: la vita.
Inoltre, quando tornava a casa, la tristezza aveva lasciato posto ad un soddisfacente senso di realizzazione. Ariel aveva deciso che non doveva più piangersi addosso; mise una foto della mamma e una del papà sul comodino e decise che era ora di vivere la sua vita. Ogni giorno li salutava come se entrambi fossero li con lei e, anche se il padre le mancava enormemente, i pianti che la accompagnavano ogni notte prima di addormentarsi avevano cominciato a essere sempre più rari.
Grazie all'eredità che Paul le aveva lasciato appositamente, Ariel riuscì a vivere per un po' di tempo senza la preoccupazione di doversi mantenere da sola. Questo le dava la possibilità di avere molto tempo libero.
Inoltre, quando tornava a casa, la tristezza aveva lasciato posto ad un soddisfacente senso di realizzazione. Ariel aveva deciso che non doveva più piangersi addosso; mise una foto della mamma e una del papà sul comodino e decise che era ora di vivere la sua vita. Ogni giorno li salutava come se entrambi fossero li con lei e, anche se il padre le mancava enormemente, i pianti che la accompagnavano ogni notte prima di addormentarsi avevano cominciato a essere sempre più rari.
Grazie all'eredità che Paul le aveva lasciato appositamente, Ariel riuscì a vivere per un po' di tempo senza la preoccupazione di doversi mantenere da sola. Questo le dava la possibilità di avere molto tempo libero.
Badava alla casa ed era completamente indipendente. Ovvio che non avrebbe potuto vivere di rendita per tutta la vita, quindi ben presto Ariel cominciò a pensare che avrebbe potuto investire i soldi del padre per fare qualcosa che veramente le piacesse. Decise che non si sarebbe mai più accontentata nella vita... prima di mollare avrebbe lottato.
In fondo era questo che Paul desiderava per sua figlia, che fosse felice, e lui gliene stava dando la possibilità.
I mesi passavano e Ariel si sentiva ogni giorno di più una persona realizzata. Le giornate trascorse con Angela erano momenti di gioia e serenità, spazi di tempo in cui poteva esprimersi come meglio riusciva a fare.. con le parole non era brava.. ma se iniziava a cantare nessuno più riusciva a fermarla.
Col tempo Ariel riuscì a capire quanto la musica riuscisse a completarla. Quando cantava aveva bisogno di immedesimarsi nel testo della canzone che doveva interpretare e questo l'aiutò moltissimo, perché le parole toccavano il suo cuore e, la sua voce, condizionata dalla forte emozione, non poteva che sgorgare assolutamente limpida dalle sue labbra. Molto spesso, a causa della somiglianza tra la canzone e ciò che realmente provava, Ariel non riusciva a trattenere le lacrime e Angela era sempre li a disposizione per ascoltarla e confortarla.
I mesi passavano e Ariel si sentiva ogni giorno di più una persona realizzata. Le giornate trascorse con Angela erano momenti di gioia e serenità, spazi di tempo in cui poteva esprimersi come meglio riusciva a fare.. con le parole non era brava.. ma se iniziava a cantare nessuno più riusciva a fermarla.
Col tempo Ariel riuscì a capire quanto la musica riuscisse a completarla. Quando cantava aveva bisogno di immedesimarsi nel testo della canzone che doveva interpretare e questo l'aiutò moltissimo, perché le parole toccavano il suo cuore e, la sua voce, condizionata dalla forte emozione, non poteva che sgorgare assolutamente limpida dalle sue labbra. Molto spesso, a causa della somiglianza tra la canzone e ciò che realmente provava, Ariel non riusciva a trattenere le lacrime e Angela era sempre li a disposizione per ascoltarla e confortarla.
In un giorno di Maggio accadde la svolta.
“Ascoltami Ariel, ho una proposta importante da farti... ti sei impegnata molto in questo periodo e i risultati si vedono. Io penso che tu debba avere la possibiltà di studiare nelle migliori scuole del paese. Si vede che la musica ha preso piede dentro di te, e credo che tu sia pronta per fare un salto di qualità. Mi hai sempre detto che stavi valutando quello che volevi fare.. se tornare al college o trovare un lavoro. Io credo che avresti buone possibilità di entrare in un'ottima scuola di musica. E per scuola intendo la Juilliard, Ariel.. capisci quello che ti sto dicendo? Ti ho iscritto ai nuovi provini di quest'anno per poter entrare... prendono pochissimi studenti strettamente selezionati... io sono sicura che se lavoreremo insieme costantemente tu ce la farai. Allora... cosa mi dici, ci stai oppure no?”
Il cuore di Ariel si spalancò di colpo.
TO BE CONTINUED...



5 commenti:
^_^ la svolta.. e che svolta! :D
è già! :)
evvvai...
;)
apperò!
E.
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