
RICORDI
“Dovrò essere sincero con te Paul, non riusciamo a fermare l'emorragia e l'infarto che ha avuto come sai l'ha debilitata parecchio... non reagisce alle cure.. è troppo debole per sperare... di... riprendersi.. Però.. però la bambina sta bene.. appena possibile potrai vederla”. Quel dottore non sapeva più come spiegare al suo collega ed amico che la moglie sarebbe morta di li a poche ore dal parto. Il silenzio, dopo queste parole, avvolgeva quel freddo corridoio d'ospedale e nell'aria non si avvertiva più alcun segno di speranza.
Gli occhi di Paul, lucidi, tremavano nell'oscurità.
Doveva dire addio all'amore della sua vita così.. da un giorno all' altro; lui, che come medico si occupava della vita degli altri ogni giorno, non era riuscito a salvare quella della donna che amava così disperatamente. Spesso si era preoccupato delle condizioni di Nancy durante la gravidanza, ma lei sembrava sopportare benissimo ogni fatica e l'idea che sua moglie sarebbe davvero morta nel momento del parto non l'aveva mai sfiorato, o forse solo nei suoi incubi peggiori.
Ad un certo punto il tempo si fermò. Il silenzio aveva lasciato posto ad un piccolo lamento... in lontananza una bambina appena nata aveva bisogno del padre. Paul si svegliò di scatto come da un lungo sonno e si mise a correre non sapendo nemmeno dove trovasse la forza di andare avanti.. poi la vide. Era la creatura più bella che avesse mai visto.
“Non ti preoccupare piccola mia, su su non piangere, ci sono io adesso.. prometto che mi prenderò cura di te... anzi.. ci prenderemo cura l'uno dell'altra che ne dici? Dobbiamo essere forti...”.
Paul non ce la faceva, era distrutto nell'anima. Se riuscì a non gettarsi dal quinto piano di quell'ospedale fu solo grazie al sorriso di quella nuova vita che ora gli stava accanto; non poteva ancora permettersi di sprecare la sua esistenza, sarebbe sopravvissuto per portare a termine il compito di Nancy, avrebbe cresciuto quella splendida bimba e quando sarebbe stato il momento, solo allora avrebbe potuto ricongiungersi a lei. Adesso aveva un'altra ragione di vita che lo teneva aggrappato al mondo.
Era incredibile quanto somigliasse alla madre quella piccola creatura che cresceva sotto i suoi occhi giorno per giorno; lo stesso sguardo, la labbra rosa e sottili, il modo di fare, ogni piccolo gesto riusciva a regalargli la sensazione che Nancy fosse ancora li con loro, lei però non avrebbe mai potuto godersi quei momenti in famiglia che tanto aveva desiderato quando era ancora in vita.
“Non ti preoccupare piccola mia, su su non piangere, ci sono io adesso.. prometto che mi prenderò cura di te... anzi.. ci prenderemo cura l'uno dell'altra che ne dici? Dobbiamo essere forti...”.
Paul non ce la faceva, era distrutto nell'anima. Se riuscì a non gettarsi dal quinto piano di quell'ospedale fu solo grazie al sorriso di quella nuova vita che ora gli stava accanto; non poteva ancora permettersi di sprecare la sua esistenza, sarebbe sopravvissuto per portare a termine il compito di Nancy, avrebbe cresciuto quella splendida bimba e quando sarebbe stato il momento, solo allora avrebbe potuto ricongiungersi a lei. Adesso aveva un'altra ragione di vita che lo teneva aggrappato al mondo.
Era incredibile quanto somigliasse alla madre quella piccola creatura che cresceva sotto i suoi occhi giorno per giorno; lo stesso sguardo, la labbra rosa e sottili, il modo di fare, ogni piccolo gesto riusciva a regalargli la sensazione che Nancy fosse ancora li con loro, lei però non avrebbe mai potuto godersi quei momenti in famiglia che tanto aveva desiderato quando era ancora in vita.
Ariel crebbe sapendo perfettamente quello che era accaduto il giorno della sua nascita; Paul non se la sentiva di raccontarle bugie e fin da piccola, quando lei gli chiese per la prima volta dove fosse la sua mamma, lui fu completamente sincero, senza mai farla sentire in colpa per ciò che era successo. Le raccontava spesso di com'era Nancy, della sua dolcezza, della sua forza e del suo incredibile desiderio di diventare madre nonostante i problemi di salute che la perseguitavano. Sapeva benissimo a quali rischi sarebbe andata incontro con la gravidanza, eppure non esitò per un attimo quando scoprì di essere incinta: avrebbe fatto nascere quella vita che cresceva dentro di lei, con o senza problemi.
Nessuno riuscì a convincere Nancy ad abortire per la sua sicurezza, e di sicuro Paul, che tanto amava sua moglie, non poteva impedirle di realizzare il sogno di diventare madre; nemmeno gli avvertimenti di altri medici riuscirono a farle cambiare idea: il suo cuore, così fragile fin dalla nascita, aveva il 50% delle possibilità di fare tilt durante il parto e a lei sembrava non importare affatto. Quella donna non mostrò mai il minimo segno di indecisione, era sicura di quello che voleva. La vita o la morte non facevano differenza per il suo corpo, voleva solo che la sua bambina avesse la possibilità di nascere sana e salva, il resto non contava.
Paul l'avrebbe perdonata col tempo e forse un giorno, chissà dove, si sarebbero rincontrati.
TO BE CONTINUED...



4 commenti:
sempre più bello :-) bello bello bello bello bello bello! FINISCILO!
(io oggi ne ho iniziato un altro XD)
E.
grazie milleeee!! :D :D certo che lo finisco.. non vedo l' ora! :P uuuuuuuuuuuuuuu adoro i tuoi racconti.. spero ci sia tanto tanto sangue!!!!!!! *.*
:D brava Giulia.
queste parti fanno trasparire la tua dolcezza :)
mi piace.
grazie mille ary.. sei un tesoro!! :) troppo gentile davvero.. è si devo ammetterlo... c'è molto di me in queste parti... cerco sempre di metterci del mio quando scrivo...
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