8.10.10

Ariel - Terza Parte


CRESCERE

Ariel amava profondamente occuparsi della casa in cui vivevano lei e il padre: cucinando, pulendo e tenendo in ordine, dato che Paul era impegnato in ospedale tutto il giorno. Più di una volta si era sentita dire che non era tenuta a svolgere quelle fatiche e che avrebbero potuto comodamente assumere una governante che badasse alla casa, lasciandole così molto più tempo libero per vivere la sua vita come una normale adolescente.
Tuttavia, ogni discorso sembrava alquanto inutile a causa della sua ostinazione, ora che stava crescendo ce l'avrebbe fatta da sola, senza l'aiuto di quelle fastidiose tate che fin da piccola l'avevano sorvegliata mentre il padre era al lavoro.
Gli impegni di cui Ariel si occupava la tenevano lontana da qualsiasi attività extrascolastica, e col tempo non sviluppò mai l'interesse per qualche passione in particolare, né riuscì a coltivarsi delle vere amicizie; lei aveva sempre pensato di doversi prendere cura del padre, questo era quello che più le importava: far felice Paul, nel suo cuore non vi era spazio per altro. Sentiva dentro di sé il dovere di stargli accanto, come se dovesse sostituire la madre nel creare un focolare, un rifugio in cui il padre poteva sentirsi a suo agio dopo una giornata di fatiche.
Nonostante Ariel riuscisse a riempire le sue giornate con lo studio e le faccende domestiche, ben presto si accorse che tutto questo non era sufficiente a soddisfarla pienamente, percepiva ogni giorno di più il bisogno di qualcos altro. Fino a poco tempo prima era convinta che la vita accanto al padre le sarebbe bastata e che non lo avrebbe mai abbandonato. Ecco, questo più di ogni altra cosa la spaventava: Paul era rimasto solo già una volta, lei non l'avrebbe più permesso, non voleva che il padre soffrisse ancora; mano a mano che il tempo passava si rendeva conto del dolore atroce e lontanamente immaginabile che doveva aver passato dopo che Nancy l' aveva così tragicamente lasciato, per potergli donare sua figlia.
Contemporaneamente a questa sensazione di disagio, Ariel cominciava ad avvertire delle esigenze diverse da quella di una bambina, stava diventando indipendente, desiderava qualcosa che non aveva mai voluto prima, il punto era scoprire cosa.

Aveva paura, paura di chiedere di più dalla vita, paura di far soffrire senza volere l'unica persona che si era mai preso cura di lei. Era forse questo il significato dell'adolescenza? Il lento distacco dal nido d'origine? E perché era così difficile esprimere le proprie volontà?

Mille domande si affollavano nella sua mente, ma ora non aveva tempo per pensare, doveva alzarsi da quel letto e farsi bella per l'occasione. Ogni anno nel giorno del suo compleanno Ariel riceveva in regalo uno splendido abito da indossare, dopo di che, lei e il padre partivano per andare a trovare Nancy in riva al mare. Paul non poté fare nulla per l'adorata moglie, se non realizzare le sue ultime volontà: stare accanto alla figlia e spargere le sue ceneri nell' oceano, solo così sarebbe rimasta “libera” come aveva lasciato scritto nel testamento.
Il vestito per il suo diciottesimo compleanno era incredibilmente bello, rosso come la rosa più rossa e delicato come la pella di una giovane donna. Era decisamente pronta per una nuova fase della sua vita.
Emozionata Ariel scese le scale e raggiunse il salotto “Papà sbrigati o faremo tardi! Il treno parte tra mezzora... Ah e andiamo a mangiare in quel posticino che abbiamo visto l' anno scorso vero??”. Era su di giri, incredibilmente felice... ascoltare il rumore delle onde del mare la faceva sentire più che mai vicina a sua madre; non voleva perdersi un attimo di quella giornata.
Mentre fantasticava si accorse di non aver ricevuto alcuna risposta.
Eppure la casa era piccola, Paul l'avrebbe sentita da qualsiasi stanza. Andò in cucina per vedere se fosse li e sul tavolo trovò una lettera indirizzata a lei.
“Papà ma.. cos'è questa?” con la lettera ancora chiusa tra le mani si diresse nella camera del padre.

La porta era socchiusa e le bastò uno sguardo per capire.
...
.....

“PAPA'!!”


TO BE CONTINUED...

4 commenti:

Emanuele Secco ha detto...

rinnovo il mio precedente commento: meriti lo stesso disprezzo che merito per Nolan! :-)

Unknown ha detto...

BUAHAHAHAHAHAHAHAH XD XD

Anonimo ha detto...

ah. fica sta parte. :D

finale che lascia tutti in suspance.
:)

sono in attesa della 4 parte.

Unknown ha detto...

ma grassieeeee! :)

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