8.10.10

Ariel - Prima parte


RISVEGLIO

Quella mattina Ariel aprì gli occhi e assaporò il profumo di una giornata diversa dal solito. La luce entrava con forza dalla finestra, probabilmente era già in ritardo per la colazione, ma la fase del risveglio fu resa difficile dall'incredibile morbidezza dei cuscini e dal meraviglioso tepore delle coperte.
Come poteva anche solo pensare di abbandonare quell'avvolgente paradiso di piume d'oca?
All'improvviso sentì bussare alla porta e, istintivamente, si portò la coperta sul viso fino a ricoprire interamente la sua esile figura; sapeva che qualcuno sarebbe entrato per portarla via da quel mondo di beata spossatezza: Paul.
“Tesoro sei sveglia? Posso entrare?” era una voce calda e familiare.
Dall'altra parte si sentì solo un incomprensibile lamento e il padre di Ariel decise di entrare nella stanza. Era un uomo decisamente affascinante, dai lineamenti dolci e dal portamento impeccabile; sua figlia era consapevole dell'effetto che un giovane e aitante medico come lui provocasse alle donne, e questa cosa non le era mai andata a genio.
“Sono già le dieci Ariel, non ti sembra di aver dormito troppo questa mattina?” disse mentre con dolcezza toglieva la coperta dalla faccia ancora assonnata della figlia.
“Mmm.. ma è domenica.. ancora cinque minuti papà, stanotte non ho dormito molto bene” mentì lei.
Il padre allora le accarezzò i capelli “Dai pigrona apri gli occhi..”.
Ariel un po' contro voglia dischiuse leggermente le palpebre e con fatica mise a fuoco il viso del padre che le sedeva accanto.
“Ciao principessa” disse lui amorevolmente e a quelle parole un grande calore le riempì il cuore di gioia.
“Se mi dici così non vale... è già pronta la colazione?” nell'aria si sentiva un invitante aroma di caffè.
“A dire il vero non l'ho preparata io” - Paul era decisamente un pessimo cuoco - “ma mi sono svegliato presto stamattina e così ho deciso di farti una sorpresa” disse sorridendo. A quel punto si alzò e con passo svelto uscì un attimo dalla camera tornando subito dopo con in mano un vassoio traboccante di brioche calde, toast, marmellata e caffè. Dal centro sbucava una piccola e ammaliante rosa rossa senza spine.
“Oh papà.. ma tu così mi vizi!” disse Ariel con l'acquolina in bocca e gli occhi lucidi dall'emozione.
“Per te questo ed altro, e poi oggi è un giorno speciale no?, bisognerà pur festeggiare il tuo compleanno.. a proposito, tanti auguri piccola mia” e le baciò la fronte con dolcezza.
“Non sono più una bambina ormai, 18 anni papà ricordi? Ora sono maggiorenne, so badare a me stessa!” ma Ariel non ingannava nessuno con quella finta aria da adolescente matura e indipendente, aveva ancora troppo bisogno del padre.
“Va bene va bene, ma tu sarai sempre la mia piccola lo sai..” disse Paul strizzando l'occhiolino.
“Su ora goditi questo ben di dio e poi fatti bella.. oggi andiamo a trovare la mamma.”
A quel punto il sorriso di entrambi si spense, sostituito da un'aria di infinita tristezza.


TO BE CONTINUED...

6 commenti:

Ser Vlad ha detto...

Mi piace, mi piace, mi piace!!!!! ;) Ottimo il finale che ti lascia in sospeso cambiando mood della scena... ;)

Unknown ha detto...

GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Brava Giulia, semplice e bello! :D

un bacione!

Unknown ha detto...

grazie mille ary!! in effetti ho puntato molto sulla semplicità.. :)

Emanuele Secco ha detto...

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaah! mi piaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaceeeeeeeeeeeeeeee! Bravissima la mia cara Giulia :-) posso dirti una cosa? Per quanto riguarda il finale ora odio te come odio Nolan XD XD XD XD
Complimenti ancora,

E.

Unknown ha detto...

oddio grazie mille mila secco!! mi fa stra piacere questo tuo commento.. eh eh eh...mi sento onorata! domani pubblicherò la seconda parte! :) :)

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