1.4.10

C'è ancora del buono a questo mondo, è giusto combattere per esso.


È da qualche settimana che non scrivo e oggi ne ho una gran voglia (se la mia prof di italiano delle superiori mi correggesse questo frase mi ucciderebbe, perchè lei non tollerava mai il termine “voglia” per intendere il desiderio; ma secondo me invece esprime bene quello che sento, quindi che si fotta - con tutto il rispetto -).
Il fatto è che in questi giorni sono stata molto occupata fra studio, canto, radio, amici e chi più ne ha più ne metta.
Recenti avvenimenti mi sono stati d' ispirazione e hanno contribuito a creare la condizione ideale per il concepimento di questo mio nuovo intervento.
La settimana scorsa ho provato dei sentimenti molto contrastanti dentro di me e tutti indirizzati verso un' unica sensazione: la paura. Purtroppo non è stato un film horror a spaventarmi ma bensì una serie di fatti portati alla luce del sole grazie ad una delle trasmissioni che per fortuna hanno ancora la libertà di informare i cittadini su ciò che avviene nel loro paese.
“Rai per una notte” è stato a dir poco un programma emozionante.
Per la prima volta dopo molto tempo ho avvertito una fiera e compatta resistenza.
Per la prima volta dopo molto tempo c'è stata una vera e propria rivoluzione televisiva.
Per la prima volta dopo molto tempo abbiamo potuto vedere con i nostri occhi, che la speranza è viva nella popolazione, che non siamo soli.
Per la prima volta in assoluto mi sono sentita veramente coinvolta dalla politica italiana.
La politica è sempre stata una cosa “più grande” di me, una cosa da “adulti”.
Ma caspita, io ora sono adulta! A 21 anni ho le idee chiare come non mi era mai capitato e sono felice di poter dire che sento il desiderio di partecipare al cambiamento.
Come disse il mio caro Samvise Gamgee: “Cè ancora del buono a questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per esso.”
Vi stavo parlando della paura.
Ci sono delle realtà che non possiamo più ignorare, ci sono limiti che sono stati oltrepassati. Sarà perchè ultimamente sto studiando in modo approfondito la storia del fascismo, ma a me quello che succede in Italia al giorno d' oggi non piace e per la prima volta, non solo non mi piace ma mi spaventa!
Questa sensazione mi ha lasciata basita.
Dopo aver visto i primi 5 minuti di “Rai per una notte” ho constatato che si può piangere per la paura, piangere per la sorte del proprio paese d' origine.
E non mi era mai capitato.
Vedere quel confronto fra Mussolini e Berlusconi mi ha lasciata di sasso, bocca spalancata e occhi lucidi. Anche se io non ho vissuto l' epoca del fascismo, credo di aver sentito, alla visioni di quelle immagini, dei brividi sulla mia pelle.
Brividi di terrore.

Come siamo arrivati a tutto questo? Come può la società regredire negli anni invece di fare progressi? Come può esistere ANCORA in un paese “civile” un presidente del Consiglio che urla alla folla: “volete voi votare una sinistra che spalancherebbe le porte agli extracomunitari?!!”
PER QUALE ARCANA RAGIONE AL MONDO GLI E' PERMESSO DIRE UNA COSA SIMILE? Dovrebbe essere illegale anche solo pensarla una frase del genere. Il corteo dell' amore... AMORE PER COSA?? Amore per i soldi? Amore per il potere? Forse quel tipo di amore... ma non certo amore per il prossimo, amore per il progresso.
Ho già detto molto per oggi, ma di sicuro questa storia non finirà qui. Vi lascio con un discorso che mi è davvero piaciuto, quello pronunciato dal presentatore di Ballarò la sera in cui è ripreso il programma, dopo le elezioni politiche degli ultimi giorni.

“La bellezza delle società liberali secondo noi, la bellezza delle democrazie è che non la pensiamo tutti allo stesso modo e che accettiamo di discutere le nostre idee con quelle degli altri.
Difendere se stessi e le proprie idee non significa cancellare gli altri e le loro idee.

Questo secondo me è uno dei fondamenti, forse il fondamento della convivenza civile, ciò che rende diversi tra l' altro i leader politici l' uno dall' altro, ciò che fa vivere le democrazie è proprio la libertà di scegliere di confrontare opzioni diverse e anche dunque di cambiare idea o di migliorarla;
di cambiare idea, di farla cambiare, di farla migliorare quando le circostanze lo suggeriscono o lo impongono.

Come dicono in quel film: “Se io non so cambiare quando le circostanze lo impongono come posso chiedere agli altri di cambiare?”

Comunque a questo servono le istituzioni politiche, a questo serve l' informazione, a questo serve l' informazione in tv, a questo servono nel loro piccolo anche le trasmissioni televisive e i talk show come Ballarò.

Quello che facciamo qui a Ballarò è ospitare il confronto, stimolandolo e regolandolo su problemi concreti, possibilmente e per fortuna molto spesso, cercando e trovando notizie.
Lo facciamo sulla base della nostra visione del mondo, con rigore, equilibrio sulla base delle regole deontologiche che orientano la nostra professione.”


Giulia

4 commenti:

Emanuele Secco ha detto...

davvero un buon post :-) complimenti carissima pantera :-)

Unknown ha detto...

ma grassie carooooo!!! :D

Lola ha detto...

Brava, gran bel post! Credo di poter dire che mi rispecchio pienamente in quello che hai scritto, a 21 anni siamo appena diventati adulti, e già dobbiamo pensare seriamente a come cambiare le cose. Noi, che dovremmo ancora pensare ad uscire e divertirci, siamo qui a chiederci com'è possibile che nessuno si sia accorto di nulla finora, quando le cose stavano man mano diventando sempre più palesi...purtroppo è così, e mentre noi adesso iniziamo a spaventarci, gli altri cosa faranno? mah...brava giulia! :)

Unknown ha detto...

esatto Lola! mi rendo conto che quando avevo 14-15 e anche 16 anni nemmeno mi rendevo conto della realtà politica che mi circondava.. non me ne fregava niente e pensavo solo a divertirmi.. ma ora che sono matura abbastanza per capire sono spaventata! e non capisco appunto come sia potuto succedere tutto ciò.. chissà! noi però non perderemo mai la speranza... :) grassie mille!

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