14.3.10

"L' arte di perdere"


L'arte di perdere non è difficile da imparare;
così tante cose sembrano pervase dall'intenzione
di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento
delle chiavi perdute, dell'ora sprecata.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.

Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:
luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare.

Nessuna di queste cose causerà disastri.

Ho perduto l'orologio di mia madre.
E guarda! L'ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.
Ho perso due città, proprio graziose.

E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo, due fiumi, un continente.
Mi sono mancati, ma non è stato un disastro.
Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato). Questa è la prova.

E' evidente, l'arte di perdere non è troppo difficile da imparare,
benché possa sembrare un vero (scrivilo!) disastro.

E. Bishop


Io amo questa poesia, anche se mi mette un velo di tristezza nel cuore mi fa capire però che la paura di perdere cose materiali è assai insignificante rispetto alla perdita di persone che amiamo..

Sosterrò sempre che alla fine di ogni cosa, l' Amore, è la chiave di tutto..


Giulia

5 commenti:

Ary ha detto...

fantastica Giulia. poesia stupenda.
mi piace come la pensi. forse perchè spesso la pensiamo allo stesso modo.. ma sai? credo sià più perchè dai sempre una spiegazione a ciò che pensi, si vede che lo dici col cuore ed è una BELLISSIMA cosa! ;D

Unknown ha detto...

grazie Ary un complimento stupendo!!! mi sono quasi emozionata leggendo le tue parole!! :D dico le cose con il cuore perchè ci credo veramente... perchè mi piace dare una spiegazione a ciò che sento dentro di me... è più forte di me!!

Luigi Nalli ha detto...

Brava Julia! Mi piace questa poesia, non la conoscevo :) Cmq mi unisco ad Arianna... hai davvero una grande sensibilità, è un dono prezioso e tu sai usarlo molto bene :) Le tue parole di risposta ad Arianna mi hanno riportato alla mente un bellissimo idillio japponese. Fa più o meno così:

Un giorno di primavera un discepolo guardava dei rami che si muovevano al vento. Chiese al suo maestro: "Maestro. Sono i rami a muoversi o è il vento?" Senza neanche guardare il punto che indicava il suo discepolo, il maestro sorrise e disse: "Ciò che si muove non sono nè i rami nè il vento. E’ il tuo cuore. E’ la tua mente" :)

Luigi Nalli ha detto...

Ops, forse non è giapponese... vabbé! E' tratto dal film "A Bittersweet Life" :)

Unknown ha detto...

WOOOWWWW.... mi piace tantissimo questa citazione!!!!!! è davvero straordinaria.... sarà che mi ricorda i tempi in cui frequentavo il mio Dojo... forse è anche da li che deriva la mia sensibilità... la maggior parte della gente ignorante pensa che le arti marziali siano solo violenza... e invece la prima cosa che ti insegnano a karate alla prima lezione è proprio la non violenza ed il rispetto di ogni forma di vita... per questo consiglio a tutti uno dei miei libri preferiti che è : "Karate Do" di Gichin Funakoshi...ci sono davvero delle perle di saggezza..... ;) grazie mille dei complimenti ragazzi!!!!! mi riempiono il cuore di felicità e tante caramelleeeee!! :D

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