20.11.11

Il dolce frutto dei sacrifici


Qualche settimana fa avevo scritto di quanto fosse impegnativo l'anno accademico appena cominciato. I giorni volano e non mi rendo nemmeno conto della velocità con cui passa il tempo quando si è tanto occupati. In questo periodo non scrivo sul blog quanto vorrei ma lo sto facendo per una buona causa, perché impegnarmi nello studio e nello stage al momento è la mia priorità e i miglioramenti infatti si notano a vista d'occhio. Sto faticando questo è vero, perché le ore di lavoro per scrivere gli articoli si sommano a quelle che dovrei passare sui libri per gli esami ma nonostante tutto riesco ad organizzarmi e a portare a termine gli incarichi che mi vengono assegnati. E mi sento viva più che mai.
Oggi sono qui per farvi leggere un articolo che ho scritto e che verrà pubblicato nel magazine dell'università di Verona domani mattina. Lo faccio perché è un pezzo nel quale ho messo il mio cuore e anche perché mi è stato detto di aver svolto un ottimo lavoro. Tutto questo mi dà una grande soddisfazione e una carica incredibile che vorrei condividere con voi lettori!
L'articolo è incentrato su un convegno che ho seguito venerdì 18 novembre nell'aula magna del mio ateneo. Il tema principale era "Il diritto alla giustizia e alla verità, dalla strage di piazza Fontana al sequestro Moro". Il pezzo è un po' lungo per cui spero davvero di non annoiarvi... anzi, spero di aver trasmesso anche solo una piccola parte delle immense emozioni che ho provato venerdì, perché non ho saputo trattenere le lacrime e la rabbia.


Verità e giustizia sono i principi guida di ogni istituzione
Il 18 novembre la prima giornata del convegno “Le radici dei diritti” si è conclusa con grande successo e commozione


La forza della democrazia sta soprattutto nella partecipazione dei cittadini, perché le istituzioni siamo noi.” Queste le parole di verità e speranza che il 18 novembre sono state pronunciate da Manlio Milani, dell'associazione familiari vittime di piazza della Loggia, nel corso della prima giornata del convegno “Le radici dei diritti”. L'aula magna del Polo Zanotto era affollata di giovani liceali, universitari e docenti che si sono commossi e indignati davanti alla storia, quella raccontata da chi è sopravvissuto alle stragi neofasciste che hanno terrorizzato l'Italia degli anni Sessanta e Settanta. Persone che hanno perso i propri familiari e che da quarant'anni lottano per ottenere la giustizia che ancora non hanno ottenuto. Milano, Brescia e Bologna sono state le città più colpite e quelle dei testimoni che hanno portato la verità nell'ateneo veronese per non dimenticare mai, per ricordare alle nuove generazioni che da sempre nel sangue degli italiani scorre il desiderio di resistere alla violenza, di sacrificarsi in favore di un mondo diverso, forse migliore.

Ricostruire l'Italia. Mimmo Franzinelli, della fondazione “Rossi-Salvemini” di Firenze, ha aperto il convegno spiegando in che modo l'Italia si sia rialzata dopo la seconda guerra mondiale e quali sono stati gli errori che ancora oggi siamo costretti a pagare. “Alla fine della guerra l'Italia era un paese in macerie – ha detto Franzinelli – ovunque c'era la necessità di ridare un senso alla propria esistenza. E così l'Italia si è ricostruita attraverso le difficoltà, si è aperta all'Europa cambiando economia e modi di vivere, perfino i valori non erano più gli stessi. Qualcosa però è andato storto, perché il fascismo non ha mai lasciato il paese. Giustizia non era stata fatta nonostante la caduta di Mussolini, e quella democrazia che avrebbe dovuto far rinascere il paese sotto una nuova luce, in realtà nascondeva segreti e vergogne che sarebbero stati svelati troppo tardi e che avrebbero portato l'Italia in un periodo di puro terrore”.

Le stragi di Milano, Brescia e Bologna. È stato Carlo Arnoldi, dell'associazione familiari vittime di piazza Fontana, il primo testimone che durante il convegno ha raccontato quello che è successo il 12 dicembre del '69, quando suo padre morì a causa dell'esplosione di una bomba nella sede della Banca nazionale dell'agricoltura di Milano. Diciassette persone persero la vita quel giorno e dopo quarantadue anni e più di trenta processi nessuno sa ancora chi sia stato il colpevole. “Quello che cerchiamo è giustizia e verità – ha detto Arnoldi – perché non è possibile che un simile caso di violenza diventi un fatto privato. Dobbiamo addirittura pagarci le spese processuali. Ci sentiamo abbandonati dal nostro paese ma noi non molleremo mai perché la verità va cercata continuamente in memoria dei nostri cari”. Il 28 maggio del '74 un'altra bomba esplode ed uccide. Questa volta a Brescia durante una manifestazione contro il terrorismo e le vittime sono otto innocenti. A parlare di questa strage è stato Manlio Milani che al convegno ha mostrato un breve film-documentario che raccoglieva le immagini dell'accaduto e le testimonianze dei familiari delle vittime. “La gente andava in piazza per difendere il diritto di potersi esprimere in libertà – ha spiegato Milani – e la bomba ha rotto questo processo di relazione. Non è un caso infatti che in quell'attentato siano stati uccisi cinque insegnanti. Per far si che il paese funzioni è necessario che il principio di verità sia il principio guida delle istituzioni”. Ha concluso il convegno l'intervento di Paolo Bolognesi, dell'associazione familiari vittime della strage alla stazione di Bologna. Il 2 agosto del 1980 una bomba ha ucciso ottantacinque civili e ne ha feriti più di duecento. Anche in questo caso nessun colpevole, nessun processo definitivo che abbia dato un po' di pace e giustizia a chi soffre di continuo per la perdita insensata dei propri cari. “Questa è stata la strage della disinformazione – ha spiegato Bolognesi – perché non sono mai stati fatti tutti gli accertamenti necessari per arrivare ad un colpevole e i depistaggi per coprire gli attentatori non sono ancora finiti! Noi chiediamo di abolire il segreto di Stato e che tutto venga messo a disposizione dei giudici. La memoria è importante ma ci vuole anche la conoscenza perché giustizia venga fatta”.

Le strategie della tensione. “Cosa c'è dietro queste bombe? C'è sempre un progetto per quanto scellerato possa essere”. Queste le dure parole di Franzinelli per cominciare a spiegare come sia possibile che simili stragi siano accadute. “Negli anni Sessanta la società italiana si dinamizza e i giovani si affermano. Cambiano i valori, cominciano le prime ribellioni e c'è una forte spinta rivoluzionaria. I gruppi neofascisti che infestano l'Italia in quel periodo hanno approfittato della situazione per spargere terrore e morte nella vita civile in vista di un fine superiore. Senza contare poi che vi erano dei rapporti molto stretti e intricati fra i neofascisti e i servizi segreti italiani. La verità su quelle stragi veniva allontanata con depistaggi e prove falsificate distruggendo qualsiasi pista su cui poter lavorare. La democrazia di quegli anni non è stata in grado di sostenere il paese perché la corruzione continuava a farsi strada in politica senza alcun freno. C'era una forte situazione di degrado da parte di chi avrebbe dovuto essere un modello. Le stragi si sono così trasformate in una questione privata portando i familiari a cercare giustizia da soli. Oggi dobbiamo guardare avanti senza mai dimenticare quello che è successo, dobbiamo avere fiducia e dobbiamo essere noi cittadini a forgiare il nostro futuro partecipando attivamente alla vita del paese”.


Nota bene: le parti "virgolettate" sono il succo di quello che è stato detto da ogni ospite del convegno, un riassunto fatto dalla sottoscritta.

19 commenti:

Veronica ha detto...

Sei bravissima, Giulia. Continua così. Vedrai che l'impegnarti al massimo darà frutti sempre più belli :).

Emanuele Secco ha detto...

Davvero non male :)

E.

Sabrina ha detto...

lo sapevo già,ma qui hai proprio dimostrato di essere un mostro di bravura!!!!

Anonimo ha detto...

Direi che se produci articoli del genere sei perdonata se non scrivi più tanto sul blog! =)
Un bacione grande

Il Mondo Capovolto ha detto...

Oggi dobbiamo guardare avanti senza mai dimenticare quello che è successo, dobbiamo avere fiducia e dobbiamo essere noi cittadini a forgiare il nostro futuro partecipando attivamente alla vita del paese.

Un finale perfetto :) bravissima Giulia :)

Zio Scriba ha detto...

La mia sola esperienza di "stampa scolastica" fu l'Inkazzo Periodiko ai tempi del liceo (ma quello era One Man Show: tutto mio e rigorosamente clandestino... :D)
Però sono convinto che questa possa essere per te un'ottima palestra.

Venendo al tuo validissimo pezzo: tanta indignazione e tanta commozione anche in me, per quelle testimonianze che hai saputo riassumere così bene.
Anni fa, sulle stragi, lessi su un muro una frase da brividi gelidi:
"chi è stato è Stato".

Ti abbraccio!

Cristina Insinga ha detto...

E' davvero un bell'articolo Giulia! Chiaro, completo. Un bel lavoro senza alcun ombra di dubbio. :)

Chiara ha detto...

Ciao Giulia!
Ti capisco bene! Anche io, in un certo senso, adoro avere le giornate strapiene. Mi fanno sentire viva, proprio come succede a te.
Vai a dormire la sera e pensi a tutto quello che hai fatto. Sei stanca, è vero. Ma sei viva.
Non so se è un bene o un male.

Ho letto anche l'articolo. Bravissima! Non poteva essere altrimenti.

Un abbraccio e buona settimana!

Anonimo ha detto...

Wow! Complimenti! sei davvero brava!Grande!
A presto...Sibilla

Unknown ha detto...

Grazie a tutti per i vostri bellissimi commenti! Non avete idea di quanto piacere mi abbiano fatto... ma adesso passo a ringraziare ognuno di voi! ^_^

@Veronica: Grazie mille carissima... grazie per le tue belle parole che mi scaldano il cuore e mi stampano un bel sorriso sulla faccia! sei davvero gentilissima! :)

@Secco: Grazie infinite caro! ^_^

@Sabrina: wow addiritturaaaaa! *__* grazie di cuore Sabri! ^_^ troppo gentile... ;) sono felice ti sia piaciuto tanto questo post! :D

@Alice: ahahaha grazie mille cara! ^__^ a volte sacrificare qualcosa non è un male se serve a creare qualcosa di positivo... ;) bacioni amica mia! :)

@Melrose: Grazie di cuore Mel... le parole pronunciate da quella persona non le dimenticherò mai! e mi sembravano perfette per concludere in bellezza l'articolo... ;)

@Zio Scriba: eh eh mi piacerebbe un mondo leggere quel tuo periodiko! XD dev'essere stato incredibile... ;) io invece non ho avuto altre esperienze in particolare... per cui hai ragione, è un'ottima palestra per me questo stage! ti ringrazio molto per i complimenti sull'articolo... sono felice che ti abbia emozionato!!!! veramente una frase azzeccata quella che mi riproponi... da brividi come dici tu! mamma mia....
ti abbraccissimo!!!!!

@Cristina: Grazie di cuore amica mia! sai che il tuo pensiero è sempre molto importante per me... :) :) :) ti abbraccio!

@Chiara: Ciao Chiara! :) è sempre un piacere sentirti... abbiamo molto in comune! ;) e sono davvero contenta che l'articolo ti sia piaciuto... ti abbraccio forte e auguro anche a te una buonissima settimana!!!! :D

@Sibilla: Ciao Sibilla! :) grazie per essere passata a salutarmi... e grazie per le tue bellissime parole! *__* ti abbraccio forte forte....

Arianna ha detto...

:D BRava Giulia!

Scrivi molto bene anche gli articoli di giornale!
Ma come sempre.. preferisco le tue poesie!

Concordo anche io sul fatto che il finale sia perfetto!

E mi raccomando, continua a vivere perchè è stupendo!

Un abbraccione!

Ser Vlad ha detto...

Davvero un ottimo articolo. Avrei potuto portare questo come esempio per la lezione alle giovani del liceo! ;)

Dispiace davvero non essere venuto a quel convegno.. un peccato! Il tuo articolo però mi fa sentire un po' meno in colpa e mi rende un po' più partecipe! ;)

Unknown ha detto...

@Arianna: Ciao Ary!!! grazie mille carissima... bè anche io preferisco di gran lunga scrivere poesie.... ma per poterlo fare è bene anche imparare per bene a scrivere e quello che sto facendo è un'ottimo esercizio... ;) in più non credo che potrò vivere di sola poesia... XD quindi ho bisogno di allenarmi in vari campi della scrittura se ne voglio fare un mestiere! :P eh eh.. ti ringrazio di tutto! ti abbraccio!!!

@Mirko: Grazie di cuore amore! le tue parole mi rendono felice... se l'avessi scritto prima magari te l'avrei dato per portarlo alle boccia del liceo... ;) sarebbe stato sicuramente utile! comunque quel convegno lo fanno ogni anno... potrai sempre partecipare la prossima volta! :) sono contenta di essere riuscita a catturare la tua attenzione... grazie di tutto!

Anonimo ha detto...

Complimenti!!!

Unknown ha detto...

Grazie mille Carolina!!!

Unknown ha detto...

E' un bell'articolo, davvero! Molto preciso, complimenti. Fai bene a dedicarti allo studio e allo stage, sono il tuo futuro e se scrivi così prometti davvero bene!!!
Buon inizio di settimana. Laura.

Unknown ha detto...

Ciao Laura! :) grazie mille davvero... le tue parole mi fanno bene al cuore! Sono felice e condivido i tuoi pensieri... Auguro anche a te una buonissima settimana!!!! :D

Kylie ha detto...

Un articolo molto ben scritto. I miei complimenti.

Buon martedì!

Unknown ha detto...

Ciao Kylie! :D grazie mille... mi fa molto piacere il tuo commento! ^_^ buona giornata anche a te...

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