Oggi sono qui per farvi leggere un articolo che ho scritto e che verrà pubblicato nel magazine dell'università di Verona domani mattina. Lo faccio perché è un pezzo nel quale ho messo il mio cuore e anche perché mi è stato detto di aver svolto un ottimo lavoro. Tutto questo mi dà una grande soddisfazione e una carica incredibile che vorrei condividere con voi lettori!
L'articolo è incentrato su un convegno che ho seguito venerdì 18 novembre nell'aula magna del mio ateneo. Il tema principale era "Il diritto alla giustizia e alla verità, dalla strage di piazza Fontana al sequestro Moro". Il pezzo è un po' lungo per cui spero davvero di non annoiarvi... anzi, spero di aver trasmesso anche solo una piccola parte delle immense emozioni che ho provato venerdì, perché non ho saputo trattenere le lacrime e la rabbia.
Verità
e giustizia sono i principi guida di ogni istituzione
Il
18 novembre la prima giornata del convegno “Le radici dei diritti”
si è conclusa con grande successo e commozione
“La
forza della democrazia sta soprattutto nella partecipazione dei
cittadini, perché le istituzioni siamo noi.” Queste le
parole di verità e speranza che il 18 novembre sono state
pronunciate da Manlio Milani, dell'associazione familiari vittime di
piazza della Loggia, nel corso della prima giornata del convegno “Le
radici dei diritti”. L'aula magna del Polo Zanotto era affollata di
giovani liceali, universitari e docenti che si sono commossi e
indignati davanti alla storia, quella raccontata da chi è
sopravvissuto alle stragi neofasciste che hanno terrorizzato l'Italia
degli anni Sessanta e Settanta. Persone che hanno perso i propri
familiari e che da quarant'anni lottano per ottenere la giustizia che
ancora non hanno ottenuto. Milano, Brescia e Bologna sono state le
città più colpite e quelle dei testimoni che hanno
portato la verità nell'ateneo veronese per non dimenticare
mai, per ricordare alle nuove generazioni che da sempre nel sangue
degli italiani scorre il desiderio di resistere alla violenza, di
sacrificarsi in favore di un mondo diverso, forse migliore.
Ricostruire
l'Italia.
Mimmo Franzinelli, della fondazione “Rossi-Salvemini” di Firenze,
ha aperto il convegno spiegando in che modo l'Italia si sia rialzata
dopo la seconda guerra mondiale e quali sono stati gli errori che
ancora oggi siamo costretti a pagare. “Alla fine della guerra
l'Italia era un paese in macerie – ha detto Franzinelli – ovunque
c'era la necessità di ridare un senso alla propria esistenza.
E così l'Italia si è ricostruita attraverso le
difficoltà, si è aperta all'Europa cambiando economia e
modi di vivere, perfino i valori non erano più gli stessi.
Qualcosa però è andato storto, perché il
fascismo non ha mai lasciato il paese. Giustizia non era stata fatta
nonostante la caduta di Mussolini, e quella democrazia che avrebbe
dovuto far rinascere il paese sotto una nuova luce, in realtà
nascondeva segreti e vergogne che sarebbero stati svelati troppo
tardi e che avrebbero portato l'Italia in un periodo di puro
terrore”.
Le
stragi di Milano, Brescia e Bologna.
È stato Carlo Arnoldi, dell'associazione familiari vittime di
piazza Fontana, il primo testimone che durante il convegno ha
raccontato quello che è successo il 12 dicembre del '69,
quando suo padre morì a causa dell'esplosione di una bomba
nella sede della Banca nazionale dell'agricoltura di Milano.
Diciassette persone persero la vita quel giorno e dopo quarantadue
anni e più di trenta processi nessuno sa ancora chi sia stato
il colpevole. “Quello che cerchiamo è giustizia e verità
– ha detto Arnoldi – perché non è possibile che un
simile caso di violenza diventi un fatto privato. Dobbiamo
addirittura pagarci le spese processuali. Ci sentiamo abbandonati dal
nostro paese ma noi non molleremo mai perché la verità
va cercata continuamente in memoria dei nostri cari”. Il 28 maggio
del '74 un'altra bomba esplode ed uccide. Questa volta a Brescia
durante una manifestazione contro il terrorismo e le vittime sono
otto innocenti. A parlare di questa strage è stato Manlio
Milani che al convegno ha mostrato un breve film-documentario che
raccoglieva le immagini dell'accaduto e le testimonianze dei
familiari delle vittime. “La gente andava in piazza per difendere
il diritto di potersi esprimere in libertà – ha spiegato
Milani – e la bomba ha rotto questo processo di relazione. Non è
un caso infatti che in quell'attentato siano stati uccisi cinque
insegnanti. Per far si che il paese funzioni è necessario che
il principio di verità sia il principio guida delle
istituzioni”. Ha concluso il convegno l'intervento di Paolo
Bolognesi, dell'associazione familiari vittime della strage alla
stazione di Bologna. Il 2 agosto del 1980 una bomba ha ucciso
ottantacinque civili e ne ha feriti più di duecento. Anche in
questo caso nessun colpevole, nessun processo definitivo che abbia
dato un po' di pace e giustizia a chi soffre di continuo per la
perdita insensata dei propri cari. “Questa è stata la strage
della disinformazione – ha spiegato Bolognesi – perché non
sono mai stati fatti tutti gli accertamenti necessari per arrivare ad
un colpevole e i depistaggi per coprire gli attentatori non sono
ancora finiti! Noi chiediamo di abolire il segreto di Stato e che
tutto venga messo a disposizione dei giudici. La memoria è
importante ma ci vuole anche la conoscenza perché giustizia
venga fatta”.
Le
strategie della tensione.
“Cosa c'è dietro queste bombe? C'è sempre un progetto
per quanto scellerato possa essere”. Queste le dure parole di
Franzinelli per cominciare a spiegare come sia possibile che simili
stragi siano accadute. “Negli anni Sessanta la società
italiana si dinamizza e i giovani si affermano. Cambiano i valori,
cominciano le prime ribellioni e c'è una forte spinta
rivoluzionaria. I gruppi neofascisti che infestano l'Italia in quel
periodo hanno approfittato della situazione per spargere terrore e
morte nella vita civile in vista di un fine superiore. Senza contare
poi che vi erano dei rapporti molto stretti e intricati fra i
neofascisti e i servizi segreti italiani. La verità su quelle
stragi veniva allontanata con depistaggi e prove falsificate
distruggendo qualsiasi pista su cui poter lavorare. La democrazia di
quegli anni non è stata in grado di sostenere il paese perché
la corruzione continuava a farsi strada in politica senza alcun
freno. C'era una forte situazione di degrado da parte di chi avrebbe
dovuto essere un modello. Le stragi si sono così trasformate
in una questione privata portando i familiari a cercare giustizia da
soli. Oggi dobbiamo guardare avanti senza mai dimenticare quello che
è successo, dobbiamo avere fiducia e dobbiamo essere noi
cittadini a forgiare il nostro futuro partecipando attivamente alla
vita del paese”.
Nota bene: le parti "virgolettate" sono il succo di quello che è stato detto da ogni ospite del convegno, un riassunto fatto dalla sottoscritta.




19 commenti:
Sei bravissima, Giulia. Continua così. Vedrai che l'impegnarti al massimo darà frutti sempre più belli :).
Davvero non male :)
E.
lo sapevo già,ma qui hai proprio dimostrato di essere un mostro di bravura!!!!
Direi che se produci articoli del genere sei perdonata se non scrivi più tanto sul blog! =)
Un bacione grande
Oggi dobbiamo guardare avanti senza mai dimenticare quello che è successo, dobbiamo avere fiducia e dobbiamo essere noi cittadini a forgiare il nostro futuro partecipando attivamente alla vita del paese.
Un finale perfetto :) bravissima Giulia :)
La mia sola esperienza di "stampa scolastica" fu l'Inkazzo Periodiko ai tempi del liceo (ma quello era One Man Show: tutto mio e rigorosamente clandestino... :D)
Però sono convinto che questa possa essere per te un'ottima palestra.
Venendo al tuo validissimo pezzo: tanta indignazione e tanta commozione anche in me, per quelle testimonianze che hai saputo riassumere così bene.
Anni fa, sulle stragi, lessi su un muro una frase da brividi gelidi:
"chi è stato è Stato".
Ti abbraccio!
E' davvero un bell'articolo Giulia! Chiaro, completo. Un bel lavoro senza alcun ombra di dubbio. :)
Ciao Giulia!
Ti capisco bene! Anche io, in un certo senso, adoro avere le giornate strapiene. Mi fanno sentire viva, proprio come succede a te.
Vai a dormire la sera e pensi a tutto quello che hai fatto. Sei stanca, è vero. Ma sei viva.
Non so se è un bene o un male.
Ho letto anche l'articolo. Bravissima! Non poteva essere altrimenti.
Un abbraccio e buona settimana!
Wow! Complimenti! sei davvero brava!Grande!
A presto...Sibilla
Grazie a tutti per i vostri bellissimi commenti! Non avete idea di quanto piacere mi abbiano fatto... ma adesso passo a ringraziare ognuno di voi! ^_^
@Veronica: Grazie mille carissima... grazie per le tue belle parole che mi scaldano il cuore e mi stampano un bel sorriso sulla faccia! sei davvero gentilissima! :)
@Secco: Grazie infinite caro! ^_^
@Sabrina: wow addiritturaaaaa! *__* grazie di cuore Sabri! ^_^ troppo gentile... ;) sono felice ti sia piaciuto tanto questo post! :D
@Alice: ahahaha grazie mille cara! ^__^ a volte sacrificare qualcosa non è un male se serve a creare qualcosa di positivo... ;) bacioni amica mia! :)
@Melrose: Grazie di cuore Mel... le parole pronunciate da quella persona non le dimenticherò mai! e mi sembravano perfette per concludere in bellezza l'articolo... ;)
@Zio Scriba: eh eh mi piacerebbe un mondo leggere quel tuo periodiko! XD dev'essere stato incredibile... ;) io invece non ho avuto altre esperienze in particolare... per cui hai ragione, è un'ottima palestra per me questo stage! ti ringrazio molto per i complimenti sull'articolo... sono felice che ti abbia emozionato!!!! veramente una frase azzeccata quella che mi riproponi... da brividi come dici tu! mamma mia....
ti abbraccissimo!!!!!
@Cristina: Grazie di cuore amica mia! sai che il tuo pensiero è sempre molto importante per me... :) :) :) ti abbraccio!
@Chiara: Ciao Chiara! :) è sempre un piacere sentirti... abbiamo molto in comune! ;) e sono davvero contenta che l'articolo ti sia piaciuto... ti abbraccio forte e auguro anche a te una buonissima settimana!!!! :D
@Sibilla: Ciao Sibilla! :) grazie per essere passata a salutarmi... e grazie per le tue bellissime parole! *__* ti abbraccio forte forte....
:D BRava Giulia!
Scrivi molto bene anche gli articoli di giornale!
Ma come sempre.. preferisco le tue poesie!
Concordo anche io sul fatto che il finale sia perfetto!
E mi raccomando, continua a vivere perchè è stupendo!
Un abbraccione!
Davvero un ottimo articolo. Avrei potuto portare questo come esempio per la lezione alle giovani del liceo! ;)
Dispiace davvero non essere venuto a quel convegno.. un peccato! Il tuo articolo però mi fa sentire un po' meno in colpa e mi rende un po' più partecipe! ;)
@Arianna: Ciao Ary!!! grazie mille carissima... bè anche io preferisco di gran lunga scrivere poesie.... ma per poterlo fare è bene anche imparare per bene a scrivere e quello che sto facendo è un'ottimo esercizio... ;) in più non credo che potrò vivere di sola poesia... XD quindi ho bisogno di allenarmi in vari campi della scrittura se ne voglio fare un mestiere! :P eh eh.. ti ringrazio di tutto! ti abbraccio!!!
@Mirko: Grazie di cuore amore! le tue parole mi rendono felice... se l'avessi scritto prima magari te l'avrei dato per portarlo alle boccia del liceo... ;) sarebbe stato sicuramente utile! comunque quel convegno lo fanno ogni anno... potrai sempre partecipare la prossima volta! :) sono contenta di essere riuscita a catturare la tua attenzione... grazie di tutto!
Complimenti!!!
Grazie mille Carolina!!!
E' un bell'articolo, davvero! Molto preciso, complimenti. Fai bene a dedicarti allo studio e allo stage, sono il tuo futuro e se scrivi così prometti davvero bene!!!
Buon inizio di settimana. Laura.
Ciao Laura! :) grazie mille davvero... le tue parole mi fanno bene al cuore! Sono felice e condivido i tuoi pensieri... Auguro anche a te una buonissima settimana!!!! :D
Un articolo molto ben scritto. I miei complimenti.
Buon martedì!
Ciao Kylie! :D grazie mille... mi fa molto piacere il tuo commento! ^_^ buona giornata anche a te...
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