14.11.10
Urlando contro il cielo
Una volta ero una karateka. E di quelle con i controcoglioni devo dire.
Era la mia vita, la mia sola passione, e speravo anche il mio futuro.
Non è stato così. Credo che questa cosa mi abbia segnato profondamente.
Non mi pento di quello che ho fatto e non mi pentirò mai di nulla.
Le cose sono cambiate e questo non si può negare. Non si può tornare indietro. Quello che è stato, non sarà più.
Stavo solo pensando a quanto in fretta e radicalmente può cambiare la nostra vita.
Fino a qualche anno fa ero convinta che un giorno sarei diventata una maestra di Karate. Questo era quello che sognavo per me.
Poi tutto è stato stravolto, i miei piani andati in fumo.
Il caso vuole che tutto ciò che di negativo mi è capitato nella vita, mi ha portato a "sfogarmi" scrivendo, scrivendo e scrivendo. Scrivevo per realizzare ciò che effettivamente mi era successo. Solo così riuscivo a fare un quadro preciso della situazione e a provare a risolvere il problema.
Ma ci sono problemi che non possono essere risolti del tutto, nonostante io continui a scrivere.
Oggi per me è diventato di fondamentale importanza potermi confidare con le parole, e mi coinvolge talmente tanto da farmi pensare seriamente ad un altro futuro che potrebbe attendermi. Il guaio è che lo vedo col binocolo questo fantomatico futuro, e non ho certezze concrete. Si, stasera sono altamente pessimista. Mi dispiace.
Un lato della mia personalità che proprio questa sera ha voglia di rompere il cazzo.
Quando facevo Karate ero "qualcuno". Ero la migliore. Mi sentivo vincente.
Ora non mi sento più unica. Mi sento in mezzo alla bolgia. Mi sento mediocre.
Lo so, sono una persona ambiziosa e talvolta presuntuosa, soprattutto quando scrivo cose di questo genere. Scrivere è come gridare per me.
Sapete quando siete giù di morale o incazzati neri e allora gridate fino a far andar via la voce e poi vi sentite molto meglio?
Ecco, se non grido ad alta voce e quindi non scrivo quello che penso, allora non potrò mai sentirmi meglio. Adesso come adesso non so cosa ho tra le mani: me le sento vuote. Sento come se qualcosa mi sfuggisse dalle dita.
Mi sono appassionata ad altre cose da quando ho mollato la mia arte marziale preferita. Eppure non riesco ad emergere.
Non riesco ad ottenere quello che voglio perché ho paura di dire quello che voglio.
E il bello è che non voglio nemmeno scriverlo. Perché non voglio che altri lo leggano.
Sono strana vero?
Vorrei tornare al tempo in cui le mie certezze erano salde. Vorrei tornare a sentirmi unica, come quando vincevo una gara e mi sentivo Dio in terra.
Si, ero immensamente realizzata.
Ora non è così, e non so quando potrò sentirmi ancora in quel modo.
Mi scuso per questo sfogo, ma ne avevo davvero bisogno.
Giulia




12 commenti:
Scrivi tutto quello che vuoi e che soprattutto pensi. Non avere peli sulla lingua, o meglio, sulla tastiera.
E se agli altri non piace ciò che scrivi, fregatene (anche se è dura); è comunque una prova della tua unicità e della tua volontà di non uniformarti alla massa.
E.
Grazie mille Secco, sei un vero amico! A volte so essere una bimba viziata e capricciosa, e tutto ciò che vorrei sentirmi dire lo hai scritto tu col tuo commento..
Solo che io non ho il coraggio di dire a me stessa quello che mi hai detto tu in tutta semplicità!
Devo essere più coraggiosa!
Grazie davvero..
..dalle tue parole Giuly riesco a sentire l'urlo, lo sfogo che nasce dal profondo del tuo cuore.. non mollare coraggiosa pantera, e lasciatI cullare dal potere teraputico delle parole :)
GRAZIE ANNA! ti voglio bene!
Vediamo se riesco a dirti qualcosa in più rispetto a quello che volevi sentirti dire (bravo sek!). Quanto tempo hai dedicato al Karate? Quanto ci hai messo ad emergere con il Karate? Già da subito, appena hai cominciato, ti sentivi Dio in Terra? Cmq, a mio parere, un solo dio in terra è già di troppo ;)
eh eh.. al Karate ci ho dedicato la bellezza di quasi 8 anni di vita... quanto ci ho messo ad emergere e a sentirmi Dio in terra? a questa domanda ti rispondo con una parola: pochissimo. Pochissimo perché uno dei ricordi più belli in assoluto che conservo nella memoria risale alla primissima gara a cui ho partecipato quando ero ancora cintura bianca. Su 30 bambini (avevo 12 anni) arrivai terza e ricevetti la mia prima medaglia di bronzo. La soddisfazione fu talmente intensa da non saperla descrivere perfettamente a parole. Ero nel mio elemento, era naturale per me.. da quel giorno, pochi mesi dopo aver iniziato, io mi son sentita sempre straordinariamente almeno 200 metri sopra il cielo! :P si cmq hai ragione gigi.. un solo dio può bastare.. mi accontento di essere una regina dai! ahahahahahahahahha XD grazie mille per il commento!! :D :D :D
La vita ti porta spesso lontano da dove avevi pensato di andare. Non è la fine. Sono solo altri inizi.
Il tuo modo di scrivere è così simile al mio di quando avevo la tua età da spaventarmi un po'.
Grida. Che ti importa. Scrivi. Non si può piacere a tutti. Non si può piacere sempre.
Fare della scrittura la propria vita non è facile... ma perchè non provare? Per prenderti qualche soddisfazione, inizia con qualche concorso...
Grazie mille Sasha per il tuo commento e per i tuoi consigli.. lo so, quando qualcosa finisce di solito c'è sempre un nuovo inizio, magari migliore! però il distacco è difficile.. e so che devo essere più coraggiosa, fregarmene e scrivere quello che voglio! Io voglio fare tutto ciò che mi va e se non dovesse andare almeno potrò dire di averci provato veramente... :) un bacione!
senti, manco a farlo apposta mi hanno mandato un bando per un concorso letterario che oltre che di poesia è anche di narrativa, se ti interessa fammi sapere che te lo giro, tema l'amore...
wow che bello!! si si sono molto interessata! scrivimi pure all'indirizzo mail: giulia.giarola@hotmail.it grazie mille Sasha, troppo gentile veramente!
Non esistono emozioni belle o brutte, ma solo forti o insignificanti. Ogni sensazione equivale a migliaia di respiri. Sono pura vita.
Hai avuto la fortuna di trovare nel karate la tua migliore espressione, visto la naturale propensione, un dono che in molti non provano durante tutta la vita . . . . . un grande dono quello di trovare la propria "arte" e poterla coltivare al punto da sentirsi un tanto la cosa nutre il nostro ego . . . .
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